Le vendite di biciclette nuove sono scese anche nel 2025, come era già accaduto nel periodo 2022-2024, dopo gli anni record della pandemia. Ma dietro il dato complessivo si cela una fotografia più complessa e ricca di sfumature: se i modelli da città arretrano, la passione per le bici sportive è più viva che mai, fa sapere oggi Velosuisse, l'associazione che riunisce fabbricanti, importatori, grossisti e commercianti del ramo.
Nel 2025 il numero di due ruote consegnate ha subito un calo del 7,4% rispetto all'anno precedente, attestandosi a 316'050 unità. Il mercato si è diviso fra modelli tradizionali (59%) ed e-bike (41%). Il calo più significativo, circa 25'000 veicoli in meno rispetto al 2024, è da imputare principalmente al segmento dei modelli utilitari utilizzati per gli spostamenti quotidiani. In questo comparto, che rappresenta il grosso del mercato in termini di volume, i magazzini dei rivenditori sono ancora pieni e la spiegazione, fa sapere Velosuisse, è fisiologica: il commercio specializzato sta smaltendo le scorte accumulate durante il periodo post-Covid dei ritardi di consegna prima di effettuare nuovi ordini.
Ma non è tutto negativo. Il dato che emerge con chiarezza è la continua e inarrestabile ascesa delle biciclette sportive. A guidare la classifica delle preferenze sono le gravel, capaci di muoversi agevolmente sia su asfalto che su sterrato. Le versioni elettriche di questo filone hanno più che raddoppiato le vendite, raggiungendo le 2'162 unità, mentre le varianti senza motore hanno fatto segnare un +33%, con 21'702 pezzi venduti. In forte crescita anche le bici da corsa tradizionali, che registrano un incremento di quasi il 9% (a 17'524).
"È evidente che la passione per il ciclismo è tutt'altro che sopita", commenta con soddisfazione Nathalie Schneitter, presidente di Velosuisse e appassionata ciclista, citata in un comunicato. "Il fatto che il comparto sportivo, caratterizzato da prezzi mediamente molto più alti rispetto alle bici da città, sia in crescita, ci ha permesso di compensare in parte il calo del fatturato". L'operatrice nota con piacere anche un altro fenomeno sociale: nei suoi giri quotidiani osserva una presenza femminile sempre maggiore sulle due ruote, un segnale importante per il settore.
Dopo i boom eccezionali registrati tra il 2020 e il 2021, quando la pandemia aveva reso la bicicletta il mezzo di trasporto ideale, il settore sta attraversando una fase di assestamento. Una certa saturazione del mercato e il contesto geopolitico, che non ha favorito la propensione all'acquisto, hanno portato a un accumulo di scorte difficili da smaltire. Ora, però, sembra che il peggio sia passato, commenta l'associazione: il 2025 potrebbe aver segnato il raggiungimento del punto più basso della crisi, come dimostrano i segnali di ripresa nel comparto sportivo.
Un altro termometro dello stato di salute del ramo arriva dalle officine di riparazione. Interpellati da Velosuisse, numerosi ciclorivenditori confermano un ottimo livello di occupazione dei loro laboratori. Il merito, dicono all'unanimità, va anche al meteo: il bel tempo persistente di questi giorni sta agendo da amplificatore, spingendo sempre più persone a rispolverare la propria bici e a mettersi in sella.