Calcio

È il francese a dettar legge in rossocrociato

Cambiano i titolari, non la sostanza. Messo alle spalle l’ottimo Mondiale, finora nel contesto della Nations League non riesce a convincere appieno solo Rieder

È il francese a dettar legge in rossocrociato
(Keystone)
1 ottobre 2026
|
Aggiungi laRegione alle tue fonti di Google

Nelle prime due uscite internazionali post-Mondiale, Murat Yakin è stato costretto a effettuare alcuni cambiamenti. Zeki Amdouni, Ardon Jashari e Zachary Athekame hanno ben impressionato, mentre Fabian Rieder ha trovato qualche difficoltà in qualità di ala. Né le assenze di Ruben Vargas e Denis Zakaria dovute a infortuni, né quelle più controverse di capitan Granit Xhaka e Breel Embolo hanno però intaccato l’assetto della Svizzera che finora è stata capace di convincere anche nel contesto della Nations League. E, ora, attende solo di giocare dinanzi alla propria tifoseria così da ipotecare ulteriormente il primato nel Gruppo 1 e verosimilmente la (ri)ascesa nella Lega A. Messo alle spalle il successo colto sulla Macedonia del Nord, squadra rivelatasi piuttosto debole, la Nazionale rossocrociata ha risolto in scioltezza pure il sulla carta difficile compito dell’Hampden Park di Glasgow. Trascinati dai ‘soliti noti’ Nico Elvedi, Remo Freuler, Johan Manzambi e Dan Ndoye, in questi due incontri altri giocatori sono riusciti a emergere.

A ritrovarsi sulla bocca di tutti è stato in primis Zeki Amdouni, capace di realizzare tre gol e fornire un passaggio decisivo. Non in grado di lasciare il segno durante la rassegna iridata, poiché ancora in fase di recupero dalla rottura del crociato, l’attaccante ha brillato a Skopje assistendo Freuler e in seguito confezionando la doppietta personale. Nemmeno tre giorni più tardi ha quindi sancito la fine del match contro la Scozia calando il tris. Forte di quattordici gol in trentacinque presenze, Amdouni (che in rossocrociato non segnava dal 2025) ha marcato un ritorno trionfale. Una prestazione che riflette il buon inizio di stagione fra le file del Burnley, dove ha gonfiato due volte la rete in otto incontri, nonostante la complicata situazione in cui si ritrova il suo club: ultimo nella seconda divisione britannica.

Un discorso che non vale appieno per Jashari: mentre il Milan occupa la quinta piazza, a due punti dalla capolista, il centrocampista ha collezionato appena ottanta minuti di gioco. E la prima uscita (da titolare) in Champions è stata decisamente amara: 2-0 contro il Benfica. Dopo la rapida crescita delle ultime stagioni, che ha condotto il rossocrociato da Lucerna fino a Bruges e poi alla città meneghina, da un anno deve affrontare un momento più complesso. Il più difficile, forse, della sua giovane carriera. E, dunque, le prestazioni offerte con la Svizzera hanno destato ancor più impressione. Chiamato a sostituire capitan Xhaka, non è sembrato patire la pressione. No. Ha confermato di avere buone qualità, amministrando il ritmo insieme al ben più navigato Freuler. Non si è fatto intimidire nemmeno dall’atmosfera infernale dell’Hampden Park. Un crescendo di forma e fiducia che potrà solo migliorare nelle prossime due partite, dove potrà convincere ancor di più Yakin.

In fase offensiva un’abbondanza e parecchie alternative

Pure il giovane Athekame si è inserito alla perfezione nei rodati meccanismi della Svizzera. Il difensore ha fornito due passaggi decisivi nella sfida contro la Macedonia del Nord, ben comportandosi anche in Scozia. Dopo il ritiro di Silvan Widmer e in assenza del già citato Zakaria, che aveva ricoperto il ruolo di terzino destro (che da ormai qualche anno scarseggia di alternative) durante l’ultima Coppa del Mondo, ha saputo rispondere alle grandi aspettative riposte nei suoi confronti. Nella cornice dell’Hampden Park è tuttavia stato in primis Ndoye a catturare l’attenzione: lanciato in profondità da Michel Aebischer e Manzambi, l’attaccante del Nottingham Forest si è procurato il fallo che ha lasciato in dieci la Tartan Army e permesso a Ricardo Rodriguez di sbloccare il marcatore su calcio di punizione, prima di fornire anche due assist.

Altra rivelazione della Coppa del Mondo, il poc’anzi citato Manzambi non si è dimostrato così prolifico come prima dell’infortunio. Ha tuttavia confermato di essere tornato in forma, facendo ammattire la difesa scozzese. Il ginevrino ha inoltre ampiamente contribuito alle numerose azioni offensive rossocrociate, che in questa Nations League non hanno disdegnato le conclusioni da lunga gittata. Proprio come il losannese Alvyn Sanches, Winsley Boteli ha bagnato il suo debutto ufficiale con la nazionale maggiore mettendo piede in campo nel finale della partita contro la Macedonia del Nord. Nonostante la sua brillante condizione in Super League (sei gol), il giocatore del Sion deve contendere il posto di centravanti ad Amdouni. Una situazione comunque positiva in ottica elvetica, considerando le incertezze su Embolo.

Poco spazio nella zona mediana

Fra i perdenti, o meno convincenti, c’è un giocatore che almeno sulla carta non si dovrebbe ritrovare in questa categoria: Rieder. Il centrocampista ha iniziato la partita contro la Macedonia del Nord sulla corsia sinistra, mentre nella seconda è subentrato in zona mediana... offensiva. A fianco di Freuler, in assenza di Xhaka, ha preferito in entrambe le occasioni Jashari. E pensare che fra le file dell’Augsburg, in questo ruolo, il 24enne in stagione ha mostrato di poter avere una buona influenza. In rossocrociato, però, nelle gerarchie di Yakin ci sono altri giocatori davanti a lui nella posizione che maggiormente predilige. Fintanto che Xhaka, Freuler e Jashari saranno in forma, non troverà molto spazio anche se la sua versatilità è una benedizione.

Segui laRegione su: WhatsApp oppure Telegram e ricevi ogni mattina le notizie principali