Calcio

Infantino dà l'ok a una migliore ridistribuzione dei fondi

Il presidente della Fifa lo ha affermato in una lettera ai presidenti delle sei confederazioni mondiali, ma senza fornire cifre

Infantino dà l'ok a una migliore ridistribuzione dei fondi
29 settembre 2026
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Il presidente della Fifa Gianni Infantino ha acconsentito a una migliore ridistribuzione delle risorse dell'organizzazione tra le 211 federazioni affiliate, secondo quanto emerge da una lettera indirizzata ai presidenti delle sei confederazioni. Non ha tuttavia voluto "anticipare l'importo".

In questa lettera, indirizzata ai suoi vicepresidenti e con copia ai membri del Consiglio Fifa, Infantino ha risposto alla richiesta avanzata dieci giorni fa da Aleksander Ceferin, presidente della Uefa, e Victor Montagliani, presidente della Concacaf, di distribuire "almeno 10 milioni di dollari" a ciascuna delle 211 federazioni affiliate, attingendo alle riserve della Fifa, che stimano in "circa 6 miliardi di dollari".

Il vallesano ha dichiarato che la loro richiesta sarà esaminata nella prossima riunione del Consiglio Fifa, il 15 ottobre. A tal fine, li ha invitati a "trasmettere al Segretario Generale (Mattias Grafström) i modelli finanziari, le ipotesi e le informazioni di supporto" affinché possano "verificarli con i comitati Fifa competenti, in conformità con gli statuti e i regolamenti dell'organismo".

Infantino si è rifiutato di "pregiudicare l'entità" della ridistribuzione. "Fino a quando non saranno completate le valutazioni e le approvazioni necessarie, nessuna cifra preliminare può essere considerata un impegno approvato nei confronti delle federazioni affiliate", ha affermato.

"Sosterrò il massimo livello di finanziamenti aggiuntivi che possano essere erogati responsabilmente attraverso il processo di buona governance della Fifa, applicati in modo equo e supportati da meccanismi trasparenti", ha ulteriormente assicurato il signor Infantino.

"L'ambizione è benvenuta. Ora, però, deve essere supportata da dati finanziari, governance e attuazione. Una singola cifra può avviare la discussione, ma non può essere sufficiente a definire una politica complessiva", ha insistito il presidente della Fifa.

La riunione del Consiglio Fifa del 15 ottobre sarà la prima dopo il fallito tentativo di aprire i Mondiali agli investitori privati, un progetto portato avanti unilateralmente da Gianni Infantino. "La recente proposta commerciale, ora ritirata, era intesa a consentire alla Fifa di investire di più nel calcio, non a sostituire il sostegno che potrebbe essere fornito responsabilmente con le risorse esistenti", ha tenuto a ribadire il capo dell'organismo mondiale.

Ciononostante, la sua iniziativa ha scosso il mondo del calcio e indebolito la sua governance, suscitando diverse richieste di dimissioni.

La scorsa settimana, Gianni Infantino ha proposto una consultazione con le federazioni per riformare il funzionamento dell'organizzazione, in una lettera indirizzata alle 211 federazioni affiliate, promettendo di esaminare le proposte durante la riunione del Consiglio del 15 ottobre, che sarà senza dubbio un evento cruciale.

Nel frattempo, rimane l'unico candidato alla rielezione alla presidenza della Fifa, prevista per marzo 2027. Il termine ultimo per la presentazione delle candidature è il 18 novembre.

‘La Uefa fa disinformazione’

Intanto la Fifa ha accusato la Uefa di aver orchestrato una "campagna di disinformazione" richiedendo l'accesso a documenti relativi al progetto di Gianni Infantino per l'organizzazione dei Mondiali.

Quel progetto, poi fallito, prevedeva la vendita di quote della Coppa del Mondo. Lunedì, la Fifa ha inviato una lettera a un tribunale della Florida. Nella missiva di 26 pagine, resa pubblica, l'organo di governo del calcio mondiale chiede al tribunale della Florida di respingere la richiesta della Uefa, sostenendo che l'obiettivo della confederazione europea è quello di "influenzare" l'esito delle elezioni presidenziali della Fifa del prossimo marzo.

"La Uefa sta agendo con l'intento di molestare, e non per una legittima necessità di indagini", afferma la Fifa accusando l'organo di governo europeo di agire in "malafede".

Alla fine di agosto la Uefa, il cui presidente Aleksander Ceferin è a capo della campagna anti-Infantino, ha spianato la strada a una denuncia per "gestione sleale" contro Infantino – un reato punibile con una pena detentiva fino a cinque anni, che richiede la prova di un danno intenzionale agli interessi della Fifa – presentando una causa in Florida per costringere le filiali americane dell'organizzazione a consegnare una serie di documenti relativi al piano del dirigente vallesano, poi abbandonato a seguito delle critiche, di destinare i ricavi dei Mondiali a una società aperta agli investitori privati.

Nella sua richiesta di 60 pagine, la Uefa ha specificato che tale richiesta era finalizzata a supportare "procedimenti esteri", da avviare successivamente presso i tribunali svizzeri contro Gianni Infantino "e possibilmente altri funzionari e consulenti della Fifa".

Secondo la Fifa, "il dossier della Uefa contiene numerose affermazioni false o fuorvianti riguardanti la Fifa e il signor Infantino (...) Senza alcun fondamento, la Uefa insinua che Infantino abbia cercato un tornaconto personale" proponendo di aprire i Mondiali agli investitori privati. La Uefa non ha ancora risposto.

La risposta della Fifa è l'ultimo episodio della crisi che la vede contrapposta alla Uefa e ad altre confederazioni come la Concacaf (Nord, Centro America e Caraibi) e l'Afc (Asia) dall'estate scorsa. Queste confederazioni chiedono una riforma della governance, e diverse di esse hanno addirittura chiesto le dimissioni del signor Infantino.

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