Calcio

‘L'Iran ci sarà’. Lo dice Gianni Infantino

Il presidente della Fifa non ha dubbi sulla sua presenza alla fase finale della prossima Coppa del mondo: ‘Lo sport deve stare fuori dalla politica’

Lui ne è certo
(Keystone)
16 aprile 2026
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L'Iran disputerà i Mondiali di calcio, «questo è certo». Parola di Gianni Infantino. A meno di due mesi dall'inizio dei Mondiali, la partecipazione della selezione iraniana rimane incerta a causa del conflitto in Medio Oriente. Ma a spazzare le nubi all'orizzonte ci ha pensato il presidente della Fifa, con le sue dichiarazioni a margine di una conferenza economica organizzata dall'emittente televisiva Cnbc a Washington. “Speriamo che per allora (per l'inizio della competizione, l'11 giugno, ndr) la situazione sia pacifica, il che sarebbe davvero d'aiuto», ha spiegato.

«Ma l'Iran deve venire, rappresenta il suo popolo; si è qualificato e i giocatori vogliono giocare», ha affermato Infantino, che aveva fatto visita alla Nazionale iraniana durante un ritiro di preparazione ad Antalya, in Turchia, alla fine di marzo. Aveva anche assistito a una partita amichevole della squadra iraniana.

Già allora si era impegnato a garantire la partecipazione dell'Iran alla competizione mondiale, anche se il presidente americano Donald Trump, con cui Infantino si mostra regolarmente, aveva precedentemente ritenuto che i giocatori iraniani potessero non essere "al sicuro" negli Stati Uniti.

‘Viviamo sul pianeta Terra’

Secondo il calendario ufficiale, l'Iran deve disputare le sue tre partite del gruppo G negli Stati Uniti, coorganizzatori del torneo insieme a Messico e Canada: a Los Angeles contro la Nuova Zelanda (16 giugno) e il Belgio (21 giugno), poi a Seattle contro l'Egitto (27 giugno). Il campo-base degli iraniani durante il torneo dovrebbe trovarsi a Tucson, in Arizona.

All'inizio del conflitto scatenato dagli Stati Uniti e da Israele il 28 febbraio, l'Iran ha parlato di un “boicottaggio” della competizione, prima di chiedere alla Fifa di spostare le sue partite dagli Stati Uniti al Messico, cosa che l'organismo mondiale ha rifiutato.

Dopo diverse settimane di attacchi aerei sull'Iran e di rappresaglie iraniane contro Israele e i Paesi della regione, l'8 aprile è entrata in vigore una fragile tregua della durata di due settimane. Ma Teheran ha bloccato lo strategico stretto di Hormuz e da lunedì Washington impone un blocco alle navi in provenienza o a destinazione dei porti iraniani.

«Lo sport deve stare fuori dalla politica», ha ribadito mercoledì il presidente della Fifa. «D'accordo, non viviamo sulla Luna, viviamo sul pianeta Terra. Ma se nessun altro crede nella costruzione di ponti e nel mantenerli intatti e uniti, allora siamo noi a fare questo lavoro».

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