Nuovo round nel lungo contenzioso tra il FC Lucerna e l'azionista Bernhard Alpstaeg oggi davanti al tribunale distrettuale della città Lucerna. Dopo aver sentito gli avvocati delle due parti, i giudici devono ora decidere se il club calcistico - avversario del FC Lugano in Super League - debba accettare Alpstaeg quale azionista di maggioranza.
Non è la prima volta che le due parti si ritrovano in tribunale. Nella Svizzera centrale, l'interesse per l'udienza è elevato. La piccola aula del tribunale distrettuale di Lucerna stamane era colma, anche se l'uomo al centro della vicenda, l'azionista Alpstaeg, era assente. A rappresentarlo oggi c'erano tre avvocati e un portavoce.
L'80enne Alpstaeg era entrato quasi 20 anni fa come investitore nel più grande club calcistico della regione. Il nuovo stadio - la Swisspoorarena - inaugurato nel 2011 porta il nome della sua azienda (Swisspoor), e con una quota superiore a un quarto delle azioni è stato fin da subito un importante azionista della FCL Holding AG. Nel 2015 ha aumentato il suo pacchetto azionario al 52%.
Durante l'assemblea generale del 2022, Alpstaeg - non essendo soddisfatto delle prestazioni della dirigenza del FC Lucerna - avrebbe voluto sostituire l'intero consiglio di amministrazione. Tuttavia, quest'ultimo ha sventato la sua revoca, annullandogli l'ultimo pacchetto azionario acquisito. Secondo il cda, Alpstaeg disponeva quindi solo di una minoranza dei voti.
Ora Alpstaeg, davanti al tribunale distrettuale nel procedimento civile da lui avviato, chiede di essere riconosciuto come proprietario del 52% delle azioni e che l'eliminazione dal libro azionario effettuata dal consiglio di amministrazione venga annullata. Stando all'avvocato di Alpstaeg, il comportamento del cda sarebbe stato illegittimo.
Il consiglio di amministrazione aveva giustificato la sua misura contro Alpstaeg sostenendo che quest'ultimo nel 2015 aveva acquisito il grande pacchetto azionario in modo illegittimo. Dal canto suo, secondo il suo legale, ad Alpstaeg non era stato concesso alcun diritto di essere ascoltato.
L'avvocato ha affermato che il FCL aveva riconosciuto Alpstaeg come azionista di maggioranza per anni e aveva anche preso del denaro da lui. Solo per evitare la sua revoca, il consiglio di amministrazione avrebbe ribaltato il diritto in materia di società anonima. Un cda, tuttavia, non può scegliere i propri azionisti e cancellare semplicemente i voti indesiderati.
Oggi, il rappresentante legale del FC Lucerna ha invece difeso la revoca delle azioni. A suo avviso, Alpstaeg non è mai stato il loro legittimo proprietario e quindi non aveva diritto a un'iscrizione nel libro azionario.
Il pacchetto azionario apparteneva in precedenza all'ex presidente del FCL Walter Stierli. I titoli non avrebbero mai dovuto passare ad Alpstaeg, ha detto l'avvocato del club calcistico. Il consiglio di amministrazione aveva iscritto Alpstaeg nel libro azionario solo perché avrebbe esercitato minacce perseguibili penalmente. Secondo i legali del FCL, le iscrizioni sarebbero quindi nulle o almeno contestabili.
Il FCL aveva difeso la propria posizione con una denuncia penale contro Alpstaeg. Tuttavia, il tribunale penale cantonale ha assolto Alpstaeg dall'accusa di coazione nell'estate 2025. La sentenza non è ancora definitiva e un ricorso attualmente è pendente presso il Tribunale d'appello del canton Lucerna.
Le parti non erano inoltre d'accordo sulla questione delle conseguenze della riduzione del capitale che il FCL aveva effettuato nel 2021. Insomma, il contenzioso tra Alpstaeg e il club calcistico è lungi dall'essere terminato. Il processo civile invece, si è concluso oggi, ma il tribunale distrettuale prenderà la sua decisione soltanto in un secondo momento.