Il presidente Urs Kessler ha "ammesso di aver commesso errori" sul caso Fischer, ma ora spera che si ritorni a parla dell'aspetto sportivo

Dopo la tempesta che ha travolto la Federazione rossocrociata e Patrick Fischer, reo di essersi recato alle Olimpiadi di Pechino con un certificato vaccinale falso (e, per di più, ordinato via Telegram), questa mattina Swiss Ice Hockey ha cercato di spiegare la sua posizione in conferenza stampa. Un atto dovuto, siccome il caso è stato gestito in modo discutibile: assolto solo pochi giorni fa l'allenatore della Nazionale, la massima istanza si è in seguito reso conto di aver "agito con troppa leggerezza" e di non aver calcolato il polverone che avrebbe potuto alzarsi. E, dunque, mercoledì sera ha silurato il 50enne tramite una videochiamata e affidato da subito le redini a Jan Cadieux.
Nella conferenza stampa odierna è stato annunciato che è stata «aperta un'indagine amministrativa» per far luce sui fatti, soprattutto per capire se qualcuno – all'interno della Federazione – fosse a conoscenza del fatto senza tuttavia parlarne. «Il licenziamento? È stato un passo difficile, ma necessario», ha dichiarato il presidente Urs Kessler, sottolineando di essere venuto a sapere del reato lunedì verso mezzogiorno. «Nelle ore, e nei giorni successivi, la piega che ha preso il dibattito pubblico ha mostrato che si trattava di qualcosa di più di una semplice questione legale. Dal punto di vista sportivo, Fischer è l'allenatore di maggior successo che l'hockey svizzero abbia mai avuto. È una persona straordinaria, perciò mi dispiace che non potrà coronare il suo fantastico lavoro con i Mondiali. Il suo grande obiettivo era vincere questa rassegna... in casa».
È bastato un ‘passo falso’ a minare il rapporto fra le parti. «È stata una violazione della fiducia, per questo motivo confermiamo la nostra decisione. Chiunque può commettere un errore, ma deve ammetterlo. A ogni modo in questo momento ci fidiamo ciecamente di Jan Cadieux e siamo fiduciosi che sarà in grado di riportare l'attenzione sulla componente sportiva. Sappiamo che in squadra c'è un forte legame con Fischer (e non solo vista la petizione lanciata sul web, che in poche ore ha raccolto il consenso di più di 150mila persone, ndr), ma ora è importante voltare pagina». A iniziare dai giocatori che, ha continuato Kessler, «purtroppo sono indirettamente coinvolti e non è una situazione facile per loro».
Da lunedì Swiss Ice Hockey è sotto pressione da ogni dove: tifosi, Ufficio federale dello sport, Swiss Olympic, Federazione internazionale, media nonché sponsor che il presidente tiene a precisare «non hanno chiesto il siluramento di Fischer». Si è poi trattato anche dell'argomento del famoso pranzo nel quale il 50enne ha rivelato la vicenda al giornalista di Srf. Un pranzo a cui ha partecipato anche il capo della comunicazione della Federazione, «come detto, l'indagine aperta farà luce sulla vicenda». E, Kessler, ha mai preso in considerazione le dimissioni? «Sono consapevole di questa responsabilità: abbiamo commesso errori nelle ultime 48 ore, ma lasciare la Federazione senza una guida così a ridosso dei Mondiali sarebbe la cosa peggiore che si possa fare in questo momento». A Fischer, infine, potrebbero venire revocati gli Sports Awards ricevuti negli ultimi anni. Il presidente ha confermato di aver ricevuto questa informazione da Ruth Arnold-Metzler (Swiss Olympic). Una decisione, a ogni modo, verrà presa nei prossimi giorni.