Passati in vantaggio sul GC e andati vicino al raddoppio in più occasioni, i bianconeri crollano nel finale e subiscono il gol dell'1-1

Sul campo del Grasshopper penultimo in classifica, il Lugano – dopo aver dominato e sprecato all’inverosimile – viene punito sabato sera dai tigurini, i quali trovano un pareggio che, per quanto visto nei primi 80’, nemmeno avrebbero meritato. Al Letzigrund termina 1-1, e i due punti lasciati per strada dai bianconeri, che puntano a vincere il titolo, potrebbero alla fine dei conti rivelarsi pesantissimi.
L’inizio del Lugano è piuttosto scoppiettante: al 7’ Behrens, servito dalla destra da Steffen, impegna il portiere tigurino Hammel, che mette in angolo anche con l’aiuto del palo. E sul conseguente corner, Delcroix chiama in causa il di nuovo provvidenziale estremo difensore. Già falcidiato dagli infortuni – come succede regolarmente ormai da anni –, il Lugano deve rinunciare allo stesso Delcroix dopo neanche 10 minuti di gioco: al suo posto entra Belhadj – che poi si destreggerà bene nel rubare un gran numero di palloni – e Grgic retrocede a fare il braccetto mancino, non sfigurando affatto in una posizione per lui decisamente insolita.
Dopo le due fiammate iniziali, i bianconeri – pur mantenendo costantemente l’iniziativa – non trovano più gli spazi necessari a presentarsi di nuovo in prossimità della porta biancoceleste, anche perché le Cavallette (che schierano Michel Frey appena aggregatosi alla rosa), pur non facendo quasi nulla in avanti, si dimostrano comunque brave in interdizione. Da segnalare c’è soltanto una bella punizione del solito Grgic, il cui destro da posizione defilata da oltre 25 metri è preciso ma non abbastanza potente.
A deludere, in casa bianconera, è soprattutto Dos Santos, che in più occasioni non mostra la dovuta ‘garra’: possiede indubbia classe, ma purtroppo gioca spesso con sufficienza. Da parte zurighese, in tutti i primi 45’, c’è da annotare solo un colpo di testa di Abels sugli sviluppi di un corner, che termina sul ‘tetto’ della porta al termine dei due minuti di recupero.
In apertura di ripresa – in una delle rare occasioni in cui Diaby gli concede spazio – il centravanti luganese Behrens va in gol al termine di una bella combinazione verticale bianconera, ma l’arbitro Gianforte annulla per (millimetrico) fuorigioco. Poco dopo, sottocenerini di nuovo pericolosi con Mahou e Steffen, ricavandone però soltanto un corner.
La rete ospite giunge comunque al 62’, firmata con un po’ di fortuna da Steffen, dopo che nei minuti precedenti lo stesso ex nazionale, Dos Santos e Behrens avevano seriamente impegnato Hammel. Celebrando il gol, bel gesto di Steffen, che mostra la maglia di Cassano, il compagno di squadra che in settimana si è gravemente infortunato. In seguito, gol mangiato da Mahou, che da pochi passi spara alto invece di optare per una conclusione più tecnica: è un errore che alla resa dei conti si rivelerà gravissimo.
Il Lugano domina, ma ha il torto di non trovare il raddoppio pur creandosi davvero molte opportunità, lasciando dunque il match sempre in sospeso, e infatti rischia la beffa quando Jensen impegna Saipi dapprima col mancino e poi, su punizione, con un bel destro. Gli ultimi minuti i bianconeri li giocano in affanno, schiacciati dai padroni di casa che premono per ottenere il pareggio. E a cinque minuti dal termine, con un’azione di sfondamento sulla destra, il pareggio arriva davvero, firmato in diagonale da Krasniqi, contro il quale la difesa luganese non usa la dovuta rudezza. Prima del triplice fischio, giunto dopo sei minuti di recupero, c’è anche l’espulsione di Belhadj – rosso diretto – dopo un’ottima prestazione: un’altra pesante assenza con cui Croci-Torti dovrà fare i conti nelle prossime settimane. Davvero parecchi i rimpianti in casa bianconera al termine di un pareggio arrivato dopo cinque successi consecutivi. Prossimi impegni del Lugano a Winterthur sabato prossimo e poi in casa contro il Servette mercoledì 11 febbraio. «Peccato per le diverse favorevoli occasioni fallite, stasera abbiamo proprio perso due punti», ha detto deluso ai microfoni della Rsi il portiere luganese Saipi. «Siamo ancora in una buona situazione, ma veramente oggi ce ne torniamo a casa con molti rimpianti».
Inviperito invece coach Mattia Croci-Torti, ammonito per proteste dopo il gol dei padroni di casa: «Spesso ho chiesto scusa dopo aver preso cartellini gialli, ma stavolta di certo non lo farò, perché l’arbitro ha sbagliato. Quando ho messo in campo Koutsias, ha fatto riprendere il gioco senza attendere che il mio giocatore raggiungesse la sua zona di competenza, cioè la banda sinistra, ed è proprio da quella fascia che abbiamo subito la rete del pareggio». Si tratta di due punti persi? «Non lo so, forse è in realtà un punto guadagnato, lo sapremo solo dopo i risultati di domenica». Di certo è aumentato il ritardo dal Thun capolista, vincitore anche sul campo del Basilea. «Ho comunque apprezzato il nostro atteggiamento, la nostra voglia di vincere malgrado fossimo in emergenza per via degli infortuni. In fondo, ai nostri avversari abbiamo concesso soltanto gli ultimi dieci minuti».