Nella conferenza stampa di metà stagione, oltre che di bilanci si è parlato dell'importanza del trasloco nel nuovo stadio

A tener banco martedì al Lac nella consueta conferenza stampa di metà stagione tenuta dai vertici bianconeri è stato soprattutto lo sguardo ormai proiettato verso il futuro dell'Fc Lugano, che sarà ovviamente caratterizzato dalla migrazione nel nuovo stadio, la Ail Arena. Anfitrione dell'incontro – che in virtù dell’inclusività è stato tradotto ‘in diretta’ anche nel linguaggio dei segni – è stato il Ceo e vicepresidente del sodalizio Martin Blaser, i cui interventi hanno spaziato in ogni ambito societario, da quello sportivo a quello organizzativo e finanziario, passando per le linee guida del club e i vari progetti e iniziative che vertono, ad esempio, su una sempre maggiore fidelizzazione della popolazione della città – ma in realtà di tutto il cantone – nei confronti dei bianconeri.
«Il nostro motto di quest'anno», ha detto il dirigente, «non poteva essere che Ail Arena». La nuova casa dei sottocenerini – che prenderanno possesso dell'impianto a fine maggio e cominceranno a giocarci in luglio in occasione dell'inizio della nuova stagione agonistica – non rappresenterà infatti soltanto una infrastruttura, ma il simbolo di un cambiamento che influenzerà l'intera organizzazione. La trasformazione, in effetti, coinvolgerà direttamente o indirettamente – oltre naturalmente ai tifosi – tutti i dipendenti dell'Fc Lugano, che oggi sono 180 e che, nei prossimi mesi, col passaggio definitivo del Team Ticino e di tutte le sue attività sotto l'esclusiva egida bianconera, diventeranno quasi 220. Si intuisce facilmente, dunque, che il 2026 da poco iniziato avrà un'importanza fondamentale per l'avvenire del club, perché segnerà davvero l'inizio di una nuova era.
Ampio spazio martedì mattina – com’è ormai abitudine alle conferenze stampa del club – è stato dedicato pure all’analisi dei dati finanziari. Le cifre fornite da Martin Blaser mostrano una crescita costante rispetto agli ultimi esercizi, senza però farsi prendere da troppo facili entusiasmi, anche perché l'occupazione del nuovo stadio – di cui i bianconeri saranno gestori esclusivi – oltre a innegabili opportunità di ulteriori ricavi recherà con sé pure inevitabilmente anche nuove spese visti gli ingenti costi di gestione. Si impone dunque una pianificazione attenta e virtuosa, oltre che trasparente, come del resto è sempre stato in queste ultime annate.
Fra i momenti nodali dell'incontro non va dimenticata l'illustrazione della nuova brand strategy del sodalizio, che fa capo al chief marketing officer Andrea Ruberti, il quale ha ribadito che non ci sarà alcuna rottura netta col passato – vista la bontà di quanto fatto fin qui – ma senz'altro ci sarà un ulteriore consolidamento dei principi societari, con la messa nero su bianco dell'identità, dei valori e del posizionamento generale del Lugano. ‘La città è il nostro stadio’, è e sarà un concetto-slogan fondamentale per una società sempre più integrata nel tessuto e nella vita urbana di tutti i giorni, e che vuole consolidare il suo ruolo di punto di riferimento sociale e culturale, oltre che sportivo, sulle rive del Ceresio. «Valori come verità, chiarezza e prestazione restano nel Dna del club», ha detto Ruberti, «e vogliamo declinarli in una visione che ambisce a fare dell'Fc Lugano un modello nel calcio svizzero, dentro e fuori dal campo».
Sul palco del Lac è intervenuto inoltre il responsabile del business development Mirko Campana, che ha illustrato lo sviluppo del suo settore ribadendo l'importanza di alcuni progetti fondamentali intesi a rafforzare il legame con il territorio. Iniziative di vario genere ma accomunate dalla volontà di avvicinare le nuove generazioni, le famiglie e le altre società calcistiche ticinesi al mondo dell'Fc Lugano, mettendo in piedi una base solida e duratura di tifosi e di club partner. L'incontro si è chiuso con l'annuncio che la prossima settimana il club renderà note tutte le informazioni relative al public ticketing 2026/27 della nuova Ail Arena, con tutti i dettagli su prezzi, settori e modalità di vendita di biglietti e abbonamenti per le stagioni venture.
Dato che alla conferenza stampa erano presenti anche l'allenatore Mattia Croci-Torti e il direttore sportivo bianconero Sebastian Pelzer, è stato inevitabile che nel corso della tavola rotonda finale la stampa chiedesse lumi a proposito del brutto episodio verificatosi la scorsa settimana a Benidorm, quando l'attaccante tedesco Kevin Behrens, durante l'amichevole giocata dal Lugano contro i cechi del Viktoria Plzen, ha messo le mani addosso al compagno di squadra e di reparto Giorgos Koutsias, buttandolo a terra.
«Si tratta senz'altro di un brutto episodio, che non avrebbe dovuto succedere», ha commentato il tecnico momò. «Noi però dobbiamo anche essere pronti a perdonare Behrens, a condizione che si sia trattato di un unico episodio, e a patto naturalmente che il giocatore ammetta l'errore, chieda scusa in maniera convinta e sia pronto ad accettare le conseguenze del suo gesto». Sulla stessa linea anche Pelzer. «Non doveva accadere, internamente ne abbiamo discusso e abbiamo deciso quali provvedimenti adottare».
Bocche cucite, ad ogni modo, su quali siano stati questi provvedimenti. Sul caso si è espresso anche Martin Blaser: «La prima squadra è la vetrina del club ed è quindi normale che episodi di questo genere abbiano, purtroppo, grande risonanza. Ciò che è accaduto non ci fa certo piacere, anche perché va contro i valori a cui teniamo molto. Circa le sanzioni da adottare, ho delegato Pelzer, visto che la cosa riguarda direttamente un settore di sua competenza». Ma Behrens ci sarà nel weekend a Lucerna in occasione della ripresa del campionato? «Solo se riterrò che sia il caso, lui comunque è a disposizione, perché non è stato sospeso», ha risposto il Crus.
«La sanzione comunque è stata pesante», assicura Pelzer, «la più grave che abbiamo comminato da quando io lavoro per il Lugano». Obiettivi per questa seconda parte di stagione? «Continueremo con fiducia nei nostri mezzi», spiega il Crus. «Se rimarremo sul pezzo, potremo toglierci delle soddisfazioni. Difficile dire dove potremo arrivare, anche perché oggi davanti a noi ci sono due squadre – Thun e San Gallo – che in estate nessuno vedeva come favorite, mentre quelle che godevano dei favori dei pronostici sono sotto di noi, e vorranno riscattare una prima parte di stagione abbastanza deludente».