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04.03.2022 - 17:53
Aggiornamento: 18:14

Lugano, il terzo posto è a portata di impresa

Domenica i bianconeri ospitano il Basilea. In stagione contro le prime tre la squadra di Croci-Torti ha racimolato soltanto un punto in otto partite

Settimana scorsa, in occasione dell’arrivo a Cornaredo del Servette, il Lugano aveva portato allo stadio 2’098 spettatori, appena 23 in più del record negativo stagionale, fatto segnare il 2 ottobre scorso contro il Losanna. Gli spalti del glorioso stadio luganese, giunto alle ultime battute di vita, sembrano quelli di una squadra in odore di retrocessione, non certo di una in lotta per il terzo posto e semifinalista di Coppa Svizzera. Purtroppo, a Lugano il tema del pubblico rappresenta una spina nel fianco che da troppo tempo non si riesce a togliere (chissà se il nuovo impianto saprà davvero dare un impulso sostanziale ai tifosi bianconeri). Non c’è però momento migliore per cercare di invertire la china e dare un sostanziale appoggio a un gruppo che domenica pomeriggio (la meteo prevede tempo soleggiato e si giocherà alle 14.15) ospita il Basilea per una sfida che vale il terzo posto in classifica. All’appuntamento con la semifinale di Coppa Svizzera manca ancora un mese e mezzo, per cui le soddisfazioni al momento devono essere trovate nel campionato.

Il Lugano sta facendo la sua parte e, probabilmente, anche di più. Se si analizzano le classifiche delle ultime sette stagioni, vale a dire da quando Livio Bordoli e Angelo Renzetti l’avevano riportato in Super League, alla 24ª giornata mai il Lugano si era ritrovato così in alto e, soprattutto, con un bottino di punti altrettanto importante. A questo punto della stagione, il miglior piazzamento era stato un sesto posto nel 2016-17, con al timone Paolo Tramezzani. Per il resto, tre settimi e due ottavi posti, con un bottino di punti che soltanto in due occasioni (31 nel 2017-18 e 30 nel 2020-21) ha superato quota 30. Come dire che quest’anno la compagine di Mattia Croci-Torti ha già totalizzato otto punti in più rispetto alla migliore performance.

È vero, il tecnico ticinese ha saputo approfittare di una rosa che già conosceva e che negli anni ha cementato uno spirito di gruppo capace di spingerla oltre ostacoli apparentemente insormontabili. Il prossimo anno, con importanti partenze già in calendario, il gruppo andrà ricostruito e l’esito della campagna acquisti darà un’idea più chiara sulla strada che la nuova proprietà intende seguire. Ma prima di pensare al futuro, a incombere è il presente che ha ancora molte risposte da dare. Nelle sei partite del 2022, il Lugano ha raccolto tre vittorie e altrettante sconfitte, con l’aggiunta del successo a Thun nei quarti di Coppa Svizzera. Il gioco non è mai stato brillante, ma i risultati sono comunque arrivati. E, va detto, sono arrivati soprattutto con le compagini che in classifica occupano le posizioni alle spalle dei bianconeri. In effetti, in tre partite contro lo Zurigo, altrettante contro lo Young Boys e due contro il Basilea, i bianconeri hanno racimolato la miseria di un punto (1-1 contro i renani il 12 settembre), con 18 reti al passivo e soltanto due all’attivo. Segno evidente che ancora manca qualcosa di importante per compiere quel salto di qualità in grado di portare Corci-Torti e compagni a lottare alla pari per la conquista del titolo nazionale, titolo che rappresenta l’obiettivo di Joe Mansueto e del suo staff dirigenziale.

Contro il Basilea, il tecnico bianconero sarà gioco forza costretto ad apportare qualche cambiamento all’undici di base. Il turno infrasettimanale è senza dubbio rimasto nelle gambe di una rosa che propone un’età media piuttosto importante, che si fissa in 25 anni sull’insieme dei giocatori, ma che lievita a 29 se si prendono in considerazione soltanto gli undici uomini della formazione-tipo. E vien da pensare in particolare a Mijat Maric, il più anziano di tutti (a fine aprile saranno 38), ma anche elemento imprescindibile per Croci-Torti. Il quale non a caso, al momento della sua conferma in panchina, esprimendosi sulla sua formazione ideale aveva parlato di "Maric più altri dieci". Nelle quattro stagioni trascorse a Lugano dopo il suo rientro dal Belgio, Maric ha visto la sua incidenza crescere in maniera costante. Certo, non sono soltanto i punti a fare di un giocatore un elemento imprescindibile (il carisma e la leadership pesano pure di più), ma sta di fatto che la sua media punti parla da sola. Nelle 24 partite di questa stagione, con Maric in campo il Lugano ha stabilito una media di 2,23 punti (12 vittorie, 2 pareggi e 3 sconfitte in 17 partite), mente nelle sette occasioni nelle quali non ha potuto essere schierato la media è crollata a 0,14 punti (un solo pareggio). Rispetto alla scorsa stagione ha fatto meglio di 0,7 punti e di un punto netto nei confronti degli anni 2018-20.

L’ultima vittoria contro il Basilea risale a un anno fa (20 marzo) e Maric, ovviamente, era in campo. Domenica, il Lugano ha l’occasione di dare un senso diverso a questo scorcio di stagione, in attesa della semifinale di Coppa.

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