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laR
 
26.01.2022 - 05:30
Aggiornamento : 19:01

Da Lima a Yaoundé, quante tragedie legate al calcio

Disordini tra tifosi, strutture fatiscenti, sicurezza e forze dell’ordine inadeguate, fatalità: il dramma in Camerun è solo l’ultimo di una lunga lista

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«Un dramma sul quale vogliamo fare chiarezza». Paul Biya, presidente del Camerun, ha ordinato l’apertura di un’inchiesta sulla calca nella quale lunedì sera hanno perso la vita otto persone (tra le quali due donne e un bambino) a Yaoundé, all’ingresso dello stadio che ospitava gli ottavi di finale della Coppa d’Africa (competizione regina del calcio continentale che si sta svolgendo negli stadi di cinque città del Paese) tra i padroni di casa del Camerun e Comore. Secondo quanto precisato in un comunicato dal ministro della Comunicazione René Emmanuel Sadi, nella tragedia sono rimaste ferite anche 38 persone, di cui sette in modo grave. La fuga precipitosa è avvenuta all’ingresso sud dello stadio Olembé, il nuovissimo e più grande impianto del Paese, nella capitale camerunese. Lo stadio ha una capienza di 60’000 spettatori ma a causa del coronavirus è stata portata al 60 per cento, l’80 quando giocano i “leoni indomabili”. Ossia 48’000 persone, mentre secondo le autorità, l’altra sera erano 50’000 le persone intenzionate a entrare nello stadio. Le vittime sono state “immediatamente trasportate” in ambulanza, ma “il traffico stradale pesante ha rallentato le operazioni di soccorso”, ha affermato il ministero. Anche un bambino è stato calpestato dalla folla, fuori dallo stadio, mentre venivano controllati i pass sanitari. Il neonato,“immediatamente portato all’ospedale generale di Yaoundé”, è in condizioni “clinicamente stabili”.

Un dramma quello di Yaoundé che è solo l’ultimo di una lunga lista.

Stadio nazionale del Perù (1964)

24 maggio 1964: si disputa a Lima la partita tra Perù e Argentina valevole per il torneo preolimpico. Dopo l’annullamento di una rete di un calciatore peruviano, due spettatori scavalcarono le recinzioni e invasero il campo di gioco cercando di raggiungere l’arbitro; gli invasori vennero prontamente fermati dalla polizia, la quale usò le maniere forti. Dalle tribune iniziarono a piovere oggetti lanciati, molte persone cercarono di entrare in campo. L’arbitro, ritenendo a rischio l’incolumità dei giocatori, fischiò la fine dell’incontro e si rifugiò assieme ai calciatori negli spogliatoi dello stadio. La polizia, nel tentativo di placare le violente proteste scoppiate sugli spalti, iniziò a sparare lacrimogeni tra il pubblico creando però il panico generale che provocò la morte di 328 persone e il ferimento di circa 4’000.

La ‘Porta 12’ (1968)

23 giugno 1968: durante un Superclásico d’Argentina (Boca Juniors-River Plate) giocato allo stadio Monumental 71 tifosi persero la vita schiacciati dal Cancello nº 12, e altri 150 rimasero feriti. Fu il peggior incidente correlato al calcio nella storia dell’Argentina; bassissima l’età media delle vittime, 19 anni. Le indagini durarono tre anni ma non fu trovato un colpevole. Da quell’episodio, i cancelli dello stadio vennero identificati con delle lettere al posto dei numeri.

Ibrox (1971)

​2 gennaio 1971: durante la partita tra Rangers e Celtic, verso la fine del derby la squadra ospite passò in vantaggio e i sostenitori dei padroni di casa abbandonarono lo stadio. Negli ultimi secondi del match Stelin segnò la rete del pareggio. Mentre la folla si apprestava ad abbandonare l’impianto, la calca sulla scalinata 13 aumentò. La caduta di qualcuno innescò una tragica reazione a catena. Morirono 66 persone, tra cui molti bambini.

Lužniki (1982)

20 ottobre 1982: a Mosca sono in campo per la Coppa Uefa lo Spartak Mosca e l’Haarlem. A pochi minuti dalla fine, sul risultato di 1-0, molti spettatori cominciarono a lasciare lo stadio a causa del clima freddo, dirigendosi verso l’unica uscita aperta (tutte le altre erano chiuse). Al raddoppio dello Spartak al’88’ alcuni tifosi decisero di tornare indietro. Il ritorno sugli spalti fu impedito dalla polizia che provocò un sovraffollamento delle scale e il crollo delle stesse. Persero la vita 66 persone (61 i feriti).

Heysel (1985)

29 maggio 1985: ​Juventus e Liverpool si contendono la finale di Coppa dei Campioni. Sono gli anni del fenomeno dell’hooliganismo in Inghilterra. Prima del calcio di inizio i supporters dei Reds cercarono di attaccare i tifosi italiani che scapparono ammassandosi contro il muro opposto al settore della curva occupato dai sostenitori del club inglese. Nella grande ressa che venne a crearsi, alcuni si lanciarono nel vuoto per evitare di rimanere schiacciati, altri cercarono di scavalcare le recinzioni per entrare nel settore adiacente. Il muro a un certo punto crollò per il troppo peso, moltissime persone rimasero schiacciate, calpestate dalla folla e uccise nella corsa verso una via d’uscita, per molti rappresentata da un varco aperto verso il campo da gioco. Il bilancio fu di 39 morti e circa 600 feriti. Nonostante questa tragedia la partita venne ugualmente disputata.

Valley Parade (1985)

11 maggio 1985: allo stadio Valley Parade di Bradford va in scena l’incontro tra Bradford City e Lincoln City, (Terza divisione inglese). In pochi minuti attorno al 40’ scoppiò un incendio nei pressi del settore G dello stadio che causò il crollo del tetto. Molti spettatori, nel tentativo di scappare, scesero sul terreno di gioco, altri riuscirono a rifugiarsi nelle case vicine. Nello stadio non vi erano estintori: erano stati tolti per evitare possibili atti di vandalismo tra gli hooligans. Morirono 56 persone, 265 i feriti.

Guatemala (1996)

16 ottobre 1996: al Mateo Flores di Città del Guatemala sono di fronte Guatemala e Costarica per le qualificazioni alla Coppa del mondo di Francia ’98. Il numero di biglietti venduti (più di 47’000) superava nettamente la capienza massima dello stadio (38’000). Migliaia le persone che cercarono di entrare in un impianto già stracolmo di gente. Chi si era sistemato nei posti più a ridosso del campo fu schiacciato contro le inferriate che separavano le tribune dal terreno di gioco. La polizia intervenne aprendo le porte interne, così da permettere alla folla di riversarsi sul prato. Pesantissimo, il bilancio: 83 morti e oltre 200 feriti.

Hillsborough (1989)

15 aprile 1989: semifinale di Fa Cup tra Liverpool e Nottingham Forest, sul campo neutro (come da regolamento) dello stadio di Hillsborough a Sheffield. I tifosi del Liverpool si accomodarono nel settore della Leppings Lane (14’600 posti), quelli del Nottingham Forest (meno corposa) nella “Spion Kop End” (21’000 posti). A ridosso del fischio d’inizio i tifosi ancora fuori dallo stadio iniziarono ad accalcarsi al cancello C della Leppings Lane che permetteva accesso solo alla parte centrale della curva. I tifosi che già si trovavano all’interno del settore furono schiacciati verso le pareti laterali. In mezzo alla calca morirono 96 persone (79 di loro avevano meno di 30 anni), schiacciate e soffocate proprio come accadde all’Heysel. 200 i feriti, molti anche in modo grave.

Accra (2001)

9 maggio 2001: allo stadio di Accra l’Hearts of Oak batte 2-1 l’Ashanti Kotoko (sono le due squadre più importanti del Ghana). I tifosi della squadra sconfitta si scatenano creando disordini all’interno dello stadio con lancio di pietre e bottiglie. La polizia cercò di disperdere la folla mediante l’uso di lacrimogeni. In un clima da incubo persero la vita 127 tifosi.

Port Said (2012)

1° febbraio 2012: una vera e propria battaglia tra i tifosi della squadra ospite, al-Ahly (compagine della capitale egiziana), e quelli dell’al-Masry, anch’essa squadra del Cairo. Il bilancio fu di 74 morti e 248 feriti. Fu il peggiore disastro nella storia del calcio egiziano.

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