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laR
 
27.12.2021 - 17:45
Aggiornamento: 19:24

Aeby: ‘Distacco importante, ma è stato un buon girone d’andata’

Il tecnico dell’Ac Bellinzona traccia il bilancio della prima parte di stagione dei granata: ‘Umiltà e lavoro per restare in alto’

di Thomas Schürch
aeby-distacco-importante-ma-e-stato-un-buon-girone-d-andata

Secondo posto in classifica. Trentasei punti in diciotto partite. Dieci lunghezze di distacco dal Breitenrain capolista, due di vantaggio sullo Stade Nyonnais. È questa la situazione con cui il Bellinzona ha chiuso la prima parte di stagione (2-2 a Bienne nell’ultima stagionale dei granata). Stagione della quale è possibile adesso stilare un primo bilancio. «Il distacco dal primo posto è importante, ma penso che abbiamo disputato un buon girone d’andata – commenta il tecnico granata Jean-Michel Aeby –. Bisogna anche riconoscere i meriti del Breitenrain che non ha perso neppure una volta».

Dopo un convincente filotto di vittorie nel mese di ottobre, l’Acb ha avuto un momento di flessione, caratterizzato da un solo successo nelle ultime cinque uscite. «Si trattava di sfide difficili: il derby con il Chiasso (nel quale siamo stati comunque superiori per lunghi tratti), la trasferta di Bienne, quella a Berna contro l’Under 21 dello Young Boys...». A Nyon, poi, «abbiamo sbagliato tutto a livello mentale, perdendo la testa. Il calcio è così, lo dobbiamo accettare: non si possono ottenere sempre e solo risultati positivi. Spero che a febbraio potremo ripartire con il piede giusto per inseguire il nostro obiettivo. E vedremo anche come si comporteranno al rientro in campo le altre squadre in lotta per la promozione».

Per poter ambire al salto di categoria sarà imperativo terminare la stagione nelle prime sei posizioni, sinonimo di qualificazione per i playoff. «Il cammino che dobbiamo ancora percorrere è corto – analizza Aeby –. Mancano solamente dodici giornate alla post season e dobbiamo lavorare con la giusta umiltà per rimanere nella parte alta della classifica. Le situazioni in questo sport cambiano in fretta, e possono sia migliorare sia peggiorare. È possibile scalare rapidamente la graduatoria, così come perdere terreno altrettanto velocemente». Per questo motivo, sarà importante gestire la sosta nel modo migliore e suddividere bene i giorni a disposizione tra lavoro e riposo.

Professionalità ai fini dell’obiettivo

«La Promotion League prevede una pausa di sei settimane, quindi è molto lunga. Il collettivo che lavorerà di più, in maniera più professionale e al massimo delle proprie possibilità, otterrà un vantaggio nella rincorsa alla serie cadetta. Ora stiamo trascorrendo un periodo di vacanza, ci ritroveremo il 10 gennaio».

I carichi dei giocatori saranno impegnativi e ogni calciatore dovrà quindi ripresentarsi al campo d’allenamento in una buona condizione fisica. «Il piano di lavoro prevede un programma individuale da seguire prima del rientro in gruppo. Capisco l’importanza del Natale e del primo dell’anno; sono momenti in cui si vuole stare con la propria famiglia e con i propri cari. È giusto. Mi auguro però che dal 2 gennaio i ragazzi inizino a prepararsi. Non pretendo che si presentino al 100 per cento della forma, ma non devono neppure arrivare con 2-3 chili in più. Sarebbe pericoloso per loro. Sono stato calciatore anch’io e so quanto sia faticoso affrontare due allenamenti al giorno, come quelli che ci aspettano». Tuttavia «ritengo che per raggiungere determinati obiettivi si debba essere professionali. A volte occorre mettere da parte tutto il resto e dare il massimo. In fondo, tra i 30 e i 34 anni la carriera giunge al termine».

Spesso il primo passo è il più importante e delicato da compiere per arrivare al traguardo. «Sarebbe fondamentale ricominciare subito con una vittoria contro il Basilea II il 20 febbraio, in modo da tracciare la strada da seguire. Vogliamo rimanere tranquilli e positivi. Se desideriamo andare in Challenge League dobbiamo vincere tutti i match rimasti e per fare questo occorre fiducia, anche a livello mentale».

Un obiettivo come quello della promozione genera inevitabilmente anche aspettative e pressioni, che la squadra deve saper gestire. «È una situazione che conosco molto bene, avendola già vissuta in passato. Certo, il nostro è un sogno ambizioso. Tuttavia, siamo pagati per questo. Chi non lo capisce non ha posto a Bellinzona».

La partenza del ‘bomber’

Nella sua rincorsa alla serie cadetta, l’Acb dovrà fare a meno del centravanti Patrick Rossini (otto reti in stagione per lui) trasferitosi di recente all’Us Giubiasco, compagine di Terza Lega, per motivi familiari e lavorativi. «Perdiamo uno dei nostri goleador, questo è chiaro, e per vincere un campionato occorre segnare tanti gol. Vedremo come e se cambierà ulteriormente la rosa, non lo so», conclude Aeby.

L’appuntamento per i tifosi granata è dunque fissato al 20 febbraio, quando al Comunale arriverà l’Under 21 del Basilea.

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