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06.11.2020 - 16:27

Vladimir Petkovic: ‘Da queste partite voglio 4 o 6 punti’

Niente esperimenti in vista del test di mercoledì con il Belgio e dei match di Nations League contro Spagna e Ucraina

di  Valentin Schnorhk/Ats
vladimir-petkovic-da-queste-partite-voglio-4-o-6-punti

Breel Embolo, Renato Steffen e Manuel Akanji, che non avevano preso parte agli impegni della Nazionale dello scorso ottobre, fanno ritorno in rossocrociato. Il ct della Svizzera Vladimir Petkovic in vista dell'amichevole contro il Belgio (mercoledì sera) e degli impegni ufficiali di Nations League, in casa contro la Spagna (sabato 14 novembre) e l'Ucraina (martedì 17), ha convocato anche il portiere dello Stoccarda Gregor Kobel, il quale rimpiazza Jonas Omlin, infortunato. Molti degli elvetici che lo scorso mese erano stati chiamati, questa volta figurano di picchetto (Cedric Itten, Michel Aebischer, Simon Sohm). Sempre indisponibili Denis Zakaria e Kevin Mbabu.

Ne va della permanenza in prima divisione

Tutto sommato senza sorprese, la lista dei convocati di Petkovic. A testimonianza che novembre non è tempo di esperimenti, e che l’obiettivo non può che essere una doppia vittoria, in Nations League. Quantomeno, un doppio risultato utile che potremmo tradurre con il successo ai danni dell’Ucraina a Lucerna e un pareggio con la Spagna, tre giorni prima a Basilea. Due partite cruciali da affrontare dopo aver reso visita in amichevole al Belgio mercoledì, ospiti del piccolo impianto di Louvain, preferito a Bruxelles per ottemperare ai protocolli dell’emergenza sanitaria. «Dobbiamo portare a casa 4 o 6 punti», conferma il ct rossocrociato, ben conscio che ne va della permanenza della sua Svizzera nella prima divisione della competizione che nelle passata edizione aveva portato i rossocrociati alla Final Four in Portogallo. «Dobbiamo essere ottimisti, ma anche realisti. Su di noi ci sono grandi aspettative, vorremmo tanto soddisfarle. L’obiettivo è imporsi contro ogni avversario, ma dobbiamo anche mettere in conto che la Svizzera, con i rivali che si appresta ad affrontare possa anche non vincere».

Abbondanza in attacco

Per non lasciare nulla di intentato, le convocazioni diramate non contengono sorprese, né c’è spazio per esperimenti di sorta. Non stavolta. Nessun neofita, quindi, nella lista dei 23. L’unico volto che possa considerarsi quasi nuovo è il portiere dello Stoccarda Gregor Kobel, protagonista di un ottimo avvio di stagione in Bundesliga, il quale fece una fugace apparizione in Nazionale circa due anni or sono. Il 23enne estremo difensore formatosi nel Grasshopper sostituisce Jonas Omlin, fermato da problemi muscolari.

Sul fronte d’attacco, il ritorno di Breel Embolo, assente negli impegni di ottobre, rimpolpa un reparto che può contare su Haris Seferovic, Mario Gavranovic (autore di una doppietta nello scoppiettante 3-3 contro la Germania), Admir Mehmedi e Xherdan Shaqiri, la presenze dei quali toglie dalla lista Cedric Itten e Albian Ajeti.

Shaqiri fa bene al gruppo, e viceversa

Quanto proprio a Shaqiri, rientrato felicemente nelle rotazioni di Jürgen Klopp a Liverpool, Petkovic si è detto lieto di poter nuovamente fare affidamento su un elemento del quale la squadra può approfittare, che a sua volta sa farsi esaltare dal gruppo. Ha dimostrato di essere ancora in grado di giocare a grandi livelli, a Liverpool». 

Di ritorno in rossocrociato ci sono anche Renato Steffen e Manuel Akanji reduci da periodi di isolamento a causa della positività al coronavirus giusto prima e durante il raduno che precedette le tre partite della Nazionale del mese di ottobre: l’amichevole contro la Croazia (1-2), la sconfitta di misura in Spagna (0-1) e il citato 3-3 contro la Germania a Colonia. «Confido nella negatività dell esito del tampone di tutti i miei giocatori, lunedì», ha aggiunto Petkovic, costretto anche a fare i conti, sempre in ottobre, con la positività, poi corretta in negatività, di Shaqiri. Anche perché l’attuale situazione sanitaria ha messo in allarme le società, alcune delle quali ben poco inclini a liberare i propri calciatori. «Non credo che a noi possa succedere qualcosa del genere, non ho avuto segnali, in tal senso. Non so se sia legale impedire ai giocatori di rispondere alla chiamata della selezione nazionale, ma so che nel nostro caso sono sempre tutti disposti a venire».  

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