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05.02.2019 - 14:120

'Un lifting è necessario'

Cesare Lotti, che da dieci anni si prende cura di Cornaredo, ritiene sensata la richiesta della Sfl di rinnovamento del campo

Se a qualcuno l’imposizione della Swiss Football League di rifare completamente il manto erboso di Cornaredo entro l’inizio della prossima stagione per permettere all’Fc Lugano di ottenere la licenza di gioco – lavoro di circa 300’000 franchi per il quale l’esecutivo della Città, proprietaria dell’impianto, sottoporrà al Consiglio comunale un messaggio urgente nelle prossime settimane – ha fatto storcere il naso, c’è anche chi ritiene che tale intervento sia non solo sensato, ma necessario. «La richiesta della Lega è più che giustificata – afferma Cesare Lotti, responsabile della manutenzione di Cornaredo da 5 anni, dopo altrettanti passati ad affiancare il suo predecessore –. In questi dieci anni ho imparato a conoscere il terreno del campo da calcio. È a base naturale, non sabbioso e quindi tende a non essere molto permeabile, l’acqua fa fatica a scendere e difatti diversi anni fa erano stati fatti dei drenaggi, che però con il tempo si sono intasati (e questa, come ci hanno confermato da Muri, è anche la principale critica della Lega, ndr). In più anche a livello di erba ci sono dei problemi, è passata una vita dall’ultima volta che il manto è stato riseminato da zero (dopo la visita nel giugno del 1984 di Giovanni Paolo II, ndr) e la qualità non è certo quella desiderata. Gli opinionisti che girano attorno al campo dicono: “Ma come, fino a ieri era perfetto e oggi non lo è più”, ma in realtà sono diversi anni che ci trasciniamo questi problemi. E la Sfl questo lo sa, perché effettua regolarmente dei test, per cui era solo una questione di tempo prima che arrivasse una richiesta del genere». Richiesta quindi giustificata... «Chi ne capisce qualcosa sa che il terreno di Cornaredo ha bisogno di un lifting ed è anche giusto farlo adesso, perché in ogni caso il nuovo stadio, se arriverà, sarà tra diversi anni (il progetto avanza non senza preoccupazioni e in ogni caso durante la costruzione del nuovo impianto l’Fcl continuerà ad utilizzare il vecchio campo) ed è giusto per-

mettere al Lugano e alle squadre ospiti di giocare su un campo idoneo. E andando avanti di questo passo, non lo sarà più molto presto».

‘Giocare subito va bene’

Intanto la partita tra i padroni di casa e il Thun rinviata sabato (assieme ad altre quattro tra Super e Challenge League) per le abbondanti nevicate verrà recuperata già domani sera alle 20. E secondo Lotti il lavoro svolto ieri dalla sua squadra ha permesso (almeno

questa è la speranza) di scongiurare di distruggere ulteriormente il terreno come capitato lo scorso novembre con il nubifragio durante la sfida con il Lucerna e la successiva amichevole della Svizzera con il Qatar... «Diciamo che questa è una possibilità da tenere in considerazione ogni volta che si gioca su un terreno particolarmente molle e questo capita su campi come il nostro che non drenano bene. Probabilmente entro mercoledì la neve sarebbe andata via da sola, ma il terreno sarebbe rimasto

molto più inzuppato, con tutte le conseguenze del caso, immediate (una partita su una superficie molto pesante) e future (manto erboso più rovinato per le settimane seguenti). Anche adesso il campo è molle, ma la speranza è che i prossimi due giorni siano sufficienti ad asciugarlo e ad irrigidirlo un po’. La paura nell’effettuare i lavori era quella di peggiorare ulteriormente la situazione, ma abbiamo avuto abbastanza fortuna perché a causa del vento e della gelata notturna, il terreno al mattino era piuttosto duro e siamo riusciti a rimuovere il grosso con la fresa, prima di rifinire il tutto con le pale. Qualche inevitabile piccolo buco si è formato, ma è stato fatto un buon lavoro». Quindi giocare a così pochi giorni di distanza dalla nevicata non dovrebbe rappresentare un problema? «Non più di tanto, perché in sostanza sotto la neve abbiamo trovato quello che abbiamo lasciato prima della nevicata, ossia un terreno non certo in ottime condizioni ma comunque praticabile».

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