In Diamond League, la friborghese stravince gli 800 m di Stoccolma col terzo crono di sempre. Era dagli anni Ottanta che non si vedevano tempi simili

È uno smacco, in casa sua oltretutto. Per la prima volta in quasi tre anni, il re dell’asta, Armand Duplantis, è costretto alla resa. Il campione svedese si deve fermare alla per lui inabituale misura di 5m80, battuto al meeting di Stoccolma dall’australiano Kurtis Marschall, che supera quota 5m90, la stessa che il recordman scandinavo aveva snobbato per puntare subito ai 6 metri che, però non supererà. Per Duplantis, si tratta della prima sconfitta dal luglio del 2023, al meeting di Monaco, quando venne battuto dallo statunitense Chris Nielsen (5m92), mentre lo svedese, vittima di una giornata storta, a causa anche di condizioni fisiche non ottimali, si fermò addirittura a 5m72.
Ma la riunione di Stoccolma è stata segnata soprattutto dalla prestazione di due ragazze: quelle della nostra Audrey Werro e dell’americana Melissa Jefferson-Wooden. In particolare, la ventiduenne friborghese è stata autrice di una prova superlativa sulla pista scandinava, fermando i cronometri sull’1’53‘’98 in una gara degli 800 m che per lei rimarrà indimenticabile, visto che il suo crono è semplicemente il terzo migliore di sempre sulla distanza. Un risultato frutto soprattutto del poderoso sprint finale dell’elvetica, che è riuscita a bruciare sul filo di lana la campionessa olimpica nel 2024, la britannica Keely Hodgkinson, festeggiando così la seconda vittoria in Diamond League in una sola settimana, dopo il successo ottenuto a Rabat.
Audrey, che ha potuto beneficiare dell’ottimo lavoro svolto dalla trentunenne lepre biennese Rachel Klopfenstein – ma che da qualche settimana ha deciso di gareggiare con i colori delle Isole Mauritius – è riuscita a cogliere un risultato a dir poco incredibile, visto che è addirittura dagli anni Ottanta nessuna ragazza scendeva sotto l‘1’54’’: infatti, il record mondiale dal 1983 appartiene alla ceca Jarmila Kratochvilova (1’53’’28), mentre il secondo tempo di sempre era stato realizzato nel 1980 dall’ucraina Nadezhda Olizarenko (1’53’’43). «È un qualcosa di folle – dice Audrey Werro ai microfoni di Srf –. Realizzare un tempo del genere non era certo il mio obiettivo: mi ci vorrà una settimana per riflettere su questa prestazione...».
A Stoccolma, però, come detto, a brillare è stata anche l’americana Melissa Jefferson-Wooden: la tre volte campionessa del mondo in carica (nei 100 m, nei 200 m e nella 4 x 100 m), dopo essere stata battuta nei 200 a Roma stavolta non ha lasciato scampo alle avversarie sui 100 m con il tempo di 10’’84, sinonimo di quarta migliore prestazione mondiale dell’anno per la 25enne americana. «Sono molto contenta di essere scesa sotto gli 11 secondi – spiega la venticinquenne originaria della Carolina del Sud –. Questi erano i miei 100 m da nove mesi a questa parte, e io non non ho mai iniziato una stagione tanto forte, quindi sono davvero felicissima».