Sul leggendario Mount Panorama Circuit, in squadra con Valentino Rossi e Augusto Farfus, arriva il podio

La stagione endurance si è aperta con uno degli appuntamenti più iconici del panorama internazionale: la 12 Ore di Bathurst, disputata sul leggendario Mount Panorama Circuit. Un tracciato unico, incastonato tra i saliscendi della montagna australiana, dove velocità, precisione e gestione del traffico fanno la differenza. Raffaele Marciello ha affrontato la classica australiana al volante della Bmw M4 Gt3 Evo, condividendo l’abitacolo con due compagni d’eccezione: Valentino Rossi e Augusto Farfus. Fin dalle prove libere il trio ha lavorato intensamente sull’assetto per trovare il miglior compromesso tra la velocità sul lunghissimo Conrod Straight e la stabilità nel tratto tecnico della montagna. In qualifica, la vettura si è confermata nelle posizioni di vertice, garantendo una solida base per affrontare le dodici ore di gara.
La corsa si è sviluppata su ritmi elevatissimi e con diverse neutralizzazioni che hanno più volte ricompattato il gruppo. Marciello ha gestito i propri stint con lucidità, mantenendo un passo costante e competitivo, mentre Rossi e Farfus hanno contribuito in modo determinante a mantenere la Bmw stabilmente nel gruppo di testa, evitando errori su un tracciato dove i muretti non perdonano. Nelle fasi finali la battaglia per il podio si è fatta ancora più intensa. Marciello, chiamato a uno degli stint decisivi, ha difeso con determinazione la posizione dagli attacchi degli avversari, sfruttando al meglio traffico e ripartenze dopo la safety car. Al termine delle dodici ore è arrivato un prestigioso terzo posto assoluto. Un risultato di grande valore su uno dei circuiti più difficili al mondo, conquistato insieme a Valentino Rossi e Augusto Farfus, che conferma la competitività di Raffaele Marciello nelle grandi classiche endurance internazionali e rappresenta un avvio di stagione estremamente positivo.
È invece finita anzitempo la gara di Alex Fontana, che nella categoria Bronze, al volante della Porsche 911 Gt3 R (992) di Tsunami R.T., in squadra con Fabio Babini e Johannes Zelger – con cui aveva già affrontato la 24 Ore di Dubai –, è stato costretto ad alzare bandiera bianca.
A quattro ore dal termine della corsa, il team Tsunami ha approfittato di una safety car per effettuare il cambio pilota, ma sfortunatamente Zelger è rimasto coinvolto in un incidente durante la ripartenza: il veronese è stato prima mandato in testacoda alle Esses ed è stato successivamente colpito violentemente dal leader della gara, causando il ritiro di entrambe le vetture. Un incidente tanto spettacolare, quanto per fortuna senza gravi conseguenze per entrambi i piloti coinvolti.