TIRI LIBERI
30.08.2022 - 11:46
Aggiornamento: 15:30

Servono regole uguali per tutti

La nostra pallacanestro mostra limiti nella professionalità, oltre che a livello tecnico

di Dario Mec Bernasconi
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Non so se l’allenatore della nazionale Papatheodorou sia ora in chiaro su come funzionano realmente le cose nel nostro mondo del basket. Certamente aveva avuto, come le abbiamo avute noi nell’intervista fatta qualche mese fa ai dirigenti, garanzie sulle convocazioni dei giocatori. Io mi posso immaginare lo stato d’animo dei compagni di squadra quando vedono certe rinunce di giocatori che poi, una volta tornati in squadra, hanno magari il coraggio di lamentarsi se l’allenatore li lascia in panca. Roberto Kovac, che da 13 anni risponde presente alla Nazionale, ha detto a chiare lettere che non riesce a capire come non ci siano regole o, ancora peggio, che queste arriveranno solo a partire dalle prossime convocazioni, come se le gare contro Austria e Croazia fossero state delle amichevoli senza senso.

Abbiamo visto come nei settori giovanili, U18 e U16, le nostre squadre abbiano rimediato sonore batoste, con la U18 a un passo dalla retrocessione nel gruppo C e con la U16 diciannovesima e ultima una settimana fa nel suo torneo. Insomma, il Centro Nazionale non ha avuto un debutto esaltante, malgrado il gruppo abbia lavorato praticamente da professionista per un intero anno, con l’aggiunta dei migliori dell’Accademia dell’Olympic. Chiaro, contro la Croazia schierata nell’ultima gara c’era poco da fare – ci fossero stati anche i migliori –, ma l’immagine che abbiamo dato non è stata un buon biglietto da visita. Sarà interessante vedere quale Croazia scenderà in campo nelle due prossime finestre di novembre e febbraio, in quanto non ci sarà né chi gioca in Eurolega né chi è impegnato nell’NBA, come Bogdanovic a Utah, Zubak a Los Angeles sponda Clippers e Dario Saric a Phoenix. Però, nell’ultimo quarto, la Croazia ha messo in campo un quintetto di U23 che ha tenuto testa ai nostri, e quindi le illusioni le mettiamo nei cassetti. Quello che ci preme, tanto per capire quanta credibilità c’è nel progetto della nazionale, è vedere quali saranno le decisioni che verranno prese nei confronti di chi ha raccontato un mare di frottole con scuse certificate o meno, fatta eccezione per il neopapà Cotture. Speriamo non sia il solito colpo al cerchio e colpo alla botte, o la polvere nascosta sotto il tappeto o il tappiamoci il naso e via.

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