A Cortina la statunitense è stata la migliore nella disciplina regina delle Olimpiadi; nuova brutta caduta per Lindsey Vonn

È la statunitense Breezy Johnson – già vincitrice della discesa iridata dello scorso anno – la nuova regina olimpica della velocità. A Cortina, sull'Olimpia delle Tofane, la trentenne americana ha dominato la concorrenza: tranne la tedesca Emma Aicher, che è riuscita a sopravanzare di soli 4/100. Il bronzo è andato invece alla padrona di casa Sofia Goggia, che ha concesso alla vincitrice 59/100. La bergamasca, oro a Pyeongchang nel 2018 e argento a Pechino nel 2022, completa dunque la collezione dei metalli.
Per quanto riguarda le atlete rossocrociate, la giornata non è certo stata delle migliori: la uscente Corinne Suter è stata la sola a rimanere sotto i 2 secondi di ritardo. Molto lontane Schmitt, Flury e Blanc.
Da segnalare l'incidente occorso nelle prime fasi (soli 12") della sua prova a Lindsey Vonn, scesa col pettorale numero 13, che purtroppo si è di nuovo infortunata dopo che già lo scorso weekend a Crans-Montana era caduta malamente, infortunandosi al ginocchio sinistro. La veterana statunitense (41 anni) – oro olimpico in discesa a Vancouver nel 2010 – ha dovuto essere portata via dalla pista, dopo circa 20 minuti, con l'elicottero. Si teme che, dopo questo incidente, la sua carriera possa essere considerata ormai finita.
Dopo una prima parte di stagione molto positiva – 7 podi in 9 gare, con 2 vittorie – la sciatrice di Vail (Colorado) si era come detto infortunata seriamente in Vallese, riportando la rottura del legamento anteriore del ginocchio sinistro. Decisa a non arrendersi, la statunitense aveva dunque annunciato la sua ferma intenzione di essere presente alla discesa olimpica di Cortina, e così è stato. Una scommessa assai azzardata, visto che Vonn era tornata a gareggiare solo lo scorso anno dopo 6 stagioni di pausa grazie all'impianto di una protesi in titanio nell'altro ginocchio, il destro, ormai fuori uso e che l'aveva costretta ad abbandonare il Circo bianco nel 2019.