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GINNASTICA
21.08.2022 - 18:19
Aggiornamento: 21:29

Lo smacco di Seifert, la gioia di Frey. ‘Di più non potevo’

La Svizzera sfiora due volte il podio nell’ultima giornata degli Europei, con l’argoviese che per un solo decimo si trova tagliato fuori dalle medaglie

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Keystone
Una domenica con l’amaro in bocca per il ventenne argoviese

Silenzio di tomba dell’Olympiahalle di Monaco. Dove Noè Seifert già pregustava il podio alla sbarra, dopo un esercizio davvero convincente. Non per i giudici, però, che decidono di assegnare soli 13,900 punti al ventenne argoviese, che per un solo decimo resta fuori dal podio su cui troneggia il cipriota Marios Georgiou (con 14,400 punti) davanti al lituano Robert Tvorogal e allo spagnolo Plata, appaiati a 14 punti netti. Fuori dal podio, oltre al citato Seifert (che era arrivato in finale con un convincente punteggio di 14,133) anche il britannico Hall, con un ancor più scomodo 13,933.

Un vero smacco per Seifert ma pure per la delegazione rossocrociata, che sognava la sua prima medaglia agli Europei di Monaco di Baviera, e invece è costretta ad accomodarsi giù dal podio, per un soffio. Dopo aver già fallito di misura l’accesso alla zona medaglia che sarebbe stato comunque un vero exploit la vigilia – quando Noè Seifert, Andrin Frey, Moreno Kratter, Marco Pfyl e Dominic Tamsel si sono fermati comunque a due soli punti dal terzo miglior punteggio, quello della Turchia – ma soprattutto al volteggio qualche ora prima, quando Andrin Frey si era piazzato a uno scomodissimo quarto posto, battuto dal britannico Jake Jarman, dall’armeno Artur Davtyan e dall’ucraino Igor Radivilov.

Nonostante tutto, però, il ventunenne bernese è apparso più che soddisfatto del suo esercizio. «Sono più felice che deluso per il mio quarto posto – dice Andrin Frey a caldo, ai microfoni di Rsi –. Infatti sono riuscito a eseguire piuttosto bene entrambi i salti, e molto di più oggi non avrei potuto fare. Per questo non posso che essere contento, non avrei mai pensato di poter arrivare così in alto».

Poi, alla domanda se dopo un primo salto davvero ben riuscito avvertisse più pressione oppure più energia, Andrin Frey risponde così. «Direi più energia, perché sugli spalti c’è davvero un grande entusiasmo, e quando un atleta vive un momento del genere prima di tutto si rallegra per essere riuscito a chiudere bene il primo balzo, e poi si concentra per quello successivo. Il fatto è che quando non parti dalle posizioni di vertice devi semplicemente pensare a dare tutto e fare il salto meglio che puoi, ciò che a me oggi è riuscito alla grande».

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