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10.08.2022 - 18:00

‘Abbiamo fatto scelte diverse rispetto al passato’

Robbi Gubitosa e la Sam Massagno vogliono reagire a una stagione che non li ha visti conquistare nemmeno un titolo. Partendo con due stranieri.

di Dario ‘Mec’ Bernasconi
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Ti-Press/Piccoli
Il tecnico indica la via

Il basket a Massagno è un’istituzione che vive tutto l’anno, compresa durante l’estate, quando si mette assieme il puzzle per la stagione che arriva. Una Sam che centellina le sue novità anche perché vi sono scelte che non sono proprio simili alle stagioni passate. Ce le racconta Robbi Gubitosa, il confermatissimo coach che guida la compagine della collina da un decennio: che estate è per il basket? «Diciamo interlocutoria, perché abbiamo fatto delle scelte diverse rispetto al passato, frutto di un’analisi della passata stagione che ha evidenziato alcune scelte infelici che ci sono costate almeno un titolo».

Già, perché la scorsa stagione la Sam era accreditata da primi due posti e, se il secondo posto è arrivato in stagione regolare ma lo si è poi perso in semifinale dei playoff, si è persa, sciaguratamente, la Sb Coppa a Montreux e si è usciti in Coppa a Friburgo negli ottavi. E quindi? «Quindi partiremo con due soli stranieri. Il confermato Isaiah Williams e Jonathan Galloway, 1996, 209 cm, posti 4,5, che la scorsa stagione ha giocato in Turchia nel Ted Kolejliler Ankara, poi in Finlandia nel LoKoKo Bisons Loimaa e infine in Cechia nel Bk Armex Decin: era a Monthey nel 2020/21, è un centro di sicuro affidamento. Per ora nessun altro straniero perché vogliamo vedere come andrà con i nostri giocatori. Grande fiducia a Martino, cresciuto molto la scorsa stagione, e ci sarà spazio anche per il giovane Gianluca Caprotti, un 2004 proveniente dal Lugano. Poi sono arrivati Nikola Stevanovic da Lugano e Laurent Zoccoletti, classe 1999, 203 cm, un post-ala forte, da Nyon che viene a sostituire Hüttenmoser che ha dovuto abbandonare per problemi alla schiena. Zoccoletti può quindi ricoprire più ruoli, il che ci permetterà anche di avere Marko Mladjan in altri ruoli».

Partire con due soli stranieri potrebbe anche pregiudicare l’accesso alle Final Four di Montreux, visto che si decidono le posizioni per questo accesso con la classifica alla fine dell’andata. «È certamente un rischio, ma non va dimenticato che abbiamo un roster di valore a livello di svizzeri che poche altre squadre hanno e quindi sono certo che sapremo farci valere».

Dare spazio ai giovani è certamente nella filosofia radicata di Massagno, però quattro dei vostri hanno preso la via di Lugano per giocare nella U23 e nel campionato di Prima lega. «È una questione di scelte individuali che posso anche non condividere, ma fa parte della mentalità di molti. Restare e far parte di una squadra di serie A comporta avere una giusta mentalità per sacrificarsi in funzione di una crescita che ti può portare in alto. Alcuni scelgono percorsi meno impegnativi, consapevoli che il basket non sarà mai un lavoro per loro e quindi non accettano di fare questi sacrifici».

La conferma di Williams era scontata, vista la sua stagione passata? «Direi proprio di sì, se andiamo a vedere le sue statistiche è evidente che sia stato in migliore dei nostri: la sua intelligenza cestistica gli permette di fare molte cose che gli altri non fanno, anticipa gli avversari, "legge" le situazioni tattiche come pochi e sa dare un ottimo contributo alla squadra in ogni angolo del campo, compresa la regia. Uno dei migliori del nostro campionato, da troppi snobbato perché poco spettacolare, ma una pedina essenziale per ogni allenatore».

A ottobre vedremo quindi un… antipasto della Spinelli che sarà poi completata a seconda delle esigenze. «Queste sono le mie scelte, condivise dalla società. Far crescere tutti e poi fare gli innesti che la situazione ci suggerirà. Se poi saranno due o uno solo, lo vedremo».

Una stagione che partirà col derby. «Ci sarà subito del pepe sulla rivalità nostrana e sono curioso di vedere questo nuovo Lugano all’opera. Ha cambiato tutto o quasi con un allenatore, Montini, molto bravo anche tatticamente nel cambiare moduli e scelte. Quello che però emerge dalla prima bozza del calendario è che si è tenuto conto, per il terzo girone, della classifica finale della scorsa stagione. Una chiara assurdità perché le squadre sono cambiate molto e quindi non ha alcun senso fare questo tipo di scelte. Non si capisce perché si è tolta la fase a orologio che, per lo meno, era tangente alla realtà».

Già, questa, come altre cose del nostro basket, fa a pugni con le logiche che si adottano in altre nazioni. Ma siamo alla periferia del basket che conta e quindi perché meravigliarci? Ma avremo tempo per parlarne.

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