Tiri liberi

I punti di domanda sulla salute della pallacanestro svizzera

Le recenti prestazioni della nazionale femminile specchio del livello basso del movimento. Non sta molto meglio il mondo maschile

Nazionale rossocrociata tenuta in piedi da Evita Herminjard
(Keystone)
16 novembre 2021
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Cominciamo dalla nazionale femminile, 58ª nel ranking Fiba: ha vinto di quattro punti, 54-58, in Lussemburgo (56ª) e perso 50-65 contro la Slovacchia. Una vittoria e una sconfitta che la dicono lunga sulla forza – si fa per dire – della nostra squadra. Aggiungiamoci che, per fortuna, c’era in campo Evita Herminjard. Giocatrice nell’Aulnoye (Ligue 2 francese), a una ventina di chilometri dal confine col Belgio, ha infilato 29,5 punti per partita e una media di 11 rimbalzi; altrimenti, chissà.

Le altre non sono arrivate in doppia cifra in nessuna delle due gare. Ciò indica chiaramente quanto di basso livello sia il mondo del basket femminile in Svizzera. Fora ha totalizzato 9 e 6 punti in due gare, mentre Stojanov (che nell’Elfic trova poco spazio) ha preso 13 rimbalzi contro la Slovacchia (23ª del ranking). Insomma nulla di nuovo, se si pensa che in A ci sono solo sette squadre, la maggior parte delle quali con ragazze molto giovani e inesperte e con una sola squadra che può ambire a qualche risultato fuori dai confini, l’Elfic. Eppure si sostiene da alcune parti che il nostro basket sia in ripresa.

Le cifre della Nazionale trovano un altro punto di domanda anche parlando del massimo campionato maschile. I risultati del weekend sono eloquenti: la risicata vittoria dei Lions di Ginevra contro i Tigers, la sconfitta della Spinelli a Nyon e la vittoria di tre punti dell’Olympic sul campo degli Starwings – al netto di infortuni e assenze – dimostrano chiaramente un livellamento verso il basso. Si dirà che siamo arrivati solo alla settima giornata, ma non è certamente una scusante per tutte.

Prendiamo la milionaria Ginevra, che se non ha speso un milione, è poco lontano (coach, assistente, quattro stranieri e quattro nazionali non sono certamente alla corte di Fattal a titolo gratuito), ha mostrato un gioco poverissimo e spesso messo in difficoltà da un Lugano che, alla fine, si può dire le abbia regalato i due punti.

L’Olympic aveva sì fuori tre stranieri, ma ha comunque quattro nazionali in squadra; mentre gli Starwings di nazionali non ne hanno. Se fossimo davvero una nazione con giocatori svizzeri forti, la differenza l’avrebbero fatta loro. Invece hanno faticato parecchio. Eppure l’Olympic non è un club che spende poco, per avere il meglio.

Veniamo infine al sorteggio degli ottavi di Coppa. Il solito criterio, per noi sbagliato, del sorteggio senza teste di serie metterà la Sam contro l’Olympic a Friborgo, tre giorni dopo il match a campo invertito. Speriamo di vedere due compagini al completo e buona notte in una coppa che mette di fronte, agli ottavi, squadre di prima divisione a squadre di A. Ma che senso ha?

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