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Motociclismo
21.09.2021 - 21:56

‘Siamo riusciti a tenere il passo dei team ufficiali’

Il secondo posto al Bol d’Or lancia il finale di stagione del team Moto Ain di Roby Rolfo

siamo-riusciti-a-tenere-il-passo-dei-team-ufficiali
Gara praticamente perfetta a Le Castellet

Quando viaggi a 320 chilometri orari non puoi permetterti distrazioni. La tua guida deve essere pulita, rasente alla perfezione. E perfetto lo sono appunto stati Roby Rolfo e i suoi compagni di squadra, il friborghese Robin Mulhauser e il francese Randy De Puniet, che hanno portato il loro team, il francese Moto Ain, al secondo posto del Bol d’Or nella categoria Ewc del Mondiale di Endurance. «Ma perfetto è stato è pure stato il comportamento dei meccanici ai box, durante i cambi e le soste per il rifornimento: è anche grazie a loro se a Le Castellet siamo riusciti a centrare un risultato che ha del sensazionale – commenta raggiante il ticinese, sulla via del rientro dalla Francia –. Questo secondo posto vale come un successo per noi, considerando che il team è al suo primo anno nella categoria maggiore e, soprattutto, non può contare su tutto quell’appoggio, logistico e finanziario, di cui può godere un team ufficiale. Certo, il potenziale per fare bene c’era tutto in questa gara, ma questo piazzamento va al di là delle più rosee aspettative. Eravamo partiti con l’intenzione di bissare, se possibile, il quinto posto realizzato nella 8 Ore dell’Estoril due mesi fa, e invece siamo finiti addirittura sul podio! Diciamo che per ambire a tanto serviva una gara quasi perfetta, ed è quello che appunto siamo riusciti a fare». Merito anche dell’affiatamento tra i tre piloti: «Siamo tre piloti simili per caratteristiche e temperamento. Robin (Mulhauser, ndr) già correva con me la passata stagione; Randy, invece, è una vecchia conoscenza: ai tempi delle 250 tra me lui c’era una certa rivalità. Sono contento di averlo ritrovato, e che ora corriamo per i medesimi colori».

Alla 24 Ore di Le Mans, a metà giugno, la sfortuna l’aveva fatta da padrona, con la rottura del motore che aveva costretto Rolfo e compagni ad alzare bandiera bianca dopo nemmeno un quarto di gara. «Stavolta, invece, tutto è filato liscio, tanto in pista quanto nei box. Nelle gare di resistenza, anche le soste hanno un loro peso nel risultato finale: meno tempo perdi nelle soste, più guadagni nei confronti degli avversari. Ecco perché i team ufficiali, che possono contare su una squadra di meccanici più numerosa, spesso riescono rosicchiare parecchio tempo alla concorrenza. A Le Castellet, tuttavia, anche il lavoro dei nostri meccanici è stato esemplare». Del resto, anche in passato il circuito Paul Ricard aveva regalato diverse belle soddisfazioni al ticinese, che già due anni fa aveva vinto il Bol d’Or, allora però nella categoria Superstock. «Quella di Le Castellet è una pista che mi piace molto, e che conosco anche assai bene: ci giravo già da tredici-quattordicenne: è lì che ho fatto le mie prime esperienze su un circuito ben prima che iniziassi a correre. Certo, da allora la pista è un po’ cambiata, e il Bol d’Or, tra l’altro, si disputa sul circuito completo, quello che solitamente usano per le gare di F1, e non con le varianti accorciate, ma le caratteristiche principali le conosco bene».

Entrando nel concreto, come è andato il Bol d’Or? «Durante la gara si sono verificati due temporali improvvisi e abbastanza forti che hanno bagnato da cima a fondo l’asfalto rendendo un po’ più complicata la vita a tutti (oltre che a costringere tutti i team a effettuare due soste supplementari ai box). Una situazione non facile nemmeno per me: quando di trovi in un frangente così, magari alle 4 del mattino con alle spalle già qualche ora di guida, non è facile mantenere la lucidità necessaria per gestirlo. E di cadute, infatti, ce ne sono state diverse. Io, per contro, sono riuscito a cavarmela bene. Sono proprio queste cose che rendono le 24 Ore molto impegnative. Specie su un circuito come il Paul Ricard. Se la 24 Ore di Le Mans è la più impegnativa dal punto di vista fisico, il Bol d’Or lo è dal profilo mentale, perché le forti velocità che si raggiungono qui stancano più velocemente, andando a incidere sulla lucidità».

All’Estoril puntando a quinto (e quarto) posto

A una gara dal termine (la 8 Ore di Most, in Cechia, programmata per il 9 ottobre), il Moto Ain di Rolfo occupa la sesta posizione nella classifica generale: niente male per essere il primo anno nella categoria maggiore… «Indubbiamente. Tolto lo sfortunato ritiro a Le Mans (dove, però, anche parecchie altre squadre hanno avuto problemi), le cose sono andate particolarmente bene per noi, prima con il quinto rango all’Estoril e ora con il secondo posto di Le Castellet. A inizio stagione avremmo messo la firma per una posizione così a una gara dal termine».

A questo punto, tanto vale giocarsi il tutto per tutto nell’ultima gara, nel tentativo di scalare ancora qualche posizione. «Teoricamente la quarta posizione sarebbe ancora alla portata, anche se, più realisticamente, potremmo puntare con maggiori chance alla quinta piazza. Anche se per arrivarci servirà anche una certa dose di fortuna e sperare che tutto vada per il verso giusto».

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