Un esperto USA mette in guardia l'IA compromette le capacità cognitive per la comodità
Tecnologia

Un esperto USA mette in guardia l'IA compromette le capacità cognitive per la comodità

Benjamin Riley critica l'analogia mente-macchina e avverte che l'IA, offrendo risposte pronte, indebolisce il ragionamento e il pensiero critico degli studenti.

12 ottobre 2026
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Trattare il cervello umano come se fosse un computer è un errore che rischia di danneggiare il modo in cui apprendiamo. A lanciare l'allarme è Benjamin Riley, fondatore di Cognitive Resonance, un think tank nato per aiutare a comprendere le differenze tra il pensiero umano e l'intelligenza artificiale generativa.

Riley mette in guardia dalla visione promossa dai vertici dell'industria tecnologica, secondo cui la mente funzionerebbe come una macchina biologica programmabile. "Gli esseri umani sono più complessi di quanto un semplice paragone con i computer ci lasci intendere", scrive in un contributo sul sito specializzato The Verge.

Le conseguenze maggiori di associare il comportamento dell'uomo a quello delle macchine si avvertono, per Riley, nel settore scolastico. L'esperto parla di una vera e propria delega cognitiva: l'IA offre risposte pronte e immediate, ma sottrae ai ragazzi l'allenamento necessario per imparare a ragionare con la propria testa.

"È l'esempio più lampante di come l'intelligenza artificiale indebolisca i sistemi su cui facciamo affidamento per sviluppare le nostre capacità cognitive, sacrificate in nome della comodità". "Esistono delle prove", afferma Riley, "secondo cui gli studenti che abusano dei modelli linguistici complessi per scopi didattici si abituano a rilassare il proprio giudizio e il pensiero critico anche in altri contesti".

Di recente, in Norvegia è stato introdotto il divieto di usare l'intelligenza artificiale a scuola sotto i 13 anni. Negli Usa, sono state varate restrizioni analoghe nelle scuole primarie.

"L'intelligenza umana non nasce da un freddo calcolo di dati, ma dall'azione continua", conclude Riley, "dall'esperienza diretta del mondo e dalla trasmissione culturale tra individui. Elementi che nessun software potrà mai sostituire".

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni