Il teologo e consigliere del Papa sottolinea l'impegno di Canberra per impedire alle grandi compagnie tech di agire come un cartello e garantire trasparenza.
Il primo ministro australiano Anthony Albanese ha citato la leadership di Papa Leone sull'IA mentre ha lanciato la campagna politica per l'Australia, con altre medie potenze, per esercitare maggiore controllo sulle big tech, sui monopoli di Cina e Stati Uniti. E per domandare maggiore trasparenza in seguito a violazioni di sicurezza da parte di agenti IA disonesti.
"L'Australia ha fatto bene con le sue leggi per cercare di proteggere i giovani e penso che dobbiamo cercare di definire leggi fondamentali mentre l'IA si sviluppa", ha detto padre Benanti, consigliere del Papa sull'IA, al suo arrivo ieri a Perth. "Nessuno deve essere sopra la legge e nel caso dell'IA le compagnie big tech non devono essere sopra la legge. Lo sviluppo dell'IA deve essere per tutti", ha aggiunto.
Padre Benanti ha paragonato il controllo sull'IA al codice della strada: "È chiaro che vi sono norme fondamentali per le auto: in Australia si guida sulle corsie di sinistra, e in Italia su quelle di destra. Non si tratta di fermare le auto e il loro uso, ma di assicurare che le persone non siano uccise". L'Australia è in prima linea su questo e l'Australia ci dice che le grandi compagnie devono obbedire alla legge", ha detto.