Nell'ambito della campagna "Qinglang", le autorità hanno agito contro 49mila account e 2.400 siti web, mirando a deepfake, disinformazione e violazioni dei diritti dei minori.
Le autorità cinesi hanno rimosso oltre 5,61 milioni di contenuti illegali o non conformi e adottato provvedimenti nei confronti di più di 49mila account nell'ambito della seconda fase della campagna "Qinglang" contro gli abusi dell'intelligenza artificiale. La Cyberspace Administration of China (Cac) ha inoltre trattato oltre 2.400 siti web e applicazioni ritenuti non conformi.
La campagna prende di mira in particolare l'uso dell'IA per creare e diffondere informazioni false, contenuti violenti o volgari, per impersonare altre persone attraverso tecnologie di sostituzione del volto e della voce e per produrre materiale che viola i diritti dei minori.
Tra i casi resi pubblici dalle autorità figurano account che utilizzavano l'IA per alterare in modo sensazionalistico classici della letteratura cinese come "Il romanzo dei Tre Regni" e "Il viaggio in Occidente", oltre a contenuti falsi su disastri e soccorsi e video realizzati con deepfake di personaggi pubblici.
La Cac ha inoltre chiesto alle principali piattaforme cinesi, tra cui Douyin, Kuaishou, Weibo, Tencent, Baidu e Xiaohongshu, di rafforzare i sistemi di riconoscimento dei contenuti, mentre i servizi di IA generativa Doubao, Yuanbao, Qwen e Ernie Bot dovranno intensificare i controlli sui dati utilizzati e limitare la produzione di contenuti non conformi.