Fabio Coelho sottolinea che l'intelligenza artificiale migliora i processi ma la verifica delle fonti e la formulazione delle domande giuste restano essenziali per i professionisti dell'informazione.
L'intelligenza artificiale può migliorare i processi e ampliare enormemente l'accesso alle informazioni, ma non può sostituire il giornalismo investigativo e la capacità critica dei professionisti dell'informazione. Lo ha detto all'ANSA Fabio Coelho, presidente di Google Brasile, durante un panel sull'intelligenza artificiale e il lavoro nell'ambito del Conecta TMC, braccio dedicato al business della Transamerica Media Company. "L'intelligenza artificiale applicata al giornalismo serve a migliorare i processi, ma il processo migliora quando si ha un buon input che genera un prodotto migliore", ha affermato. "Nulla sostituisce il giornalismo investigativo, con senso critico, ispirazione, verifica delle informazioni e comprensione delle fonti".
Secondo Coelho, la rapidità e la capacità di elaborare grandi quantità di informazioni offerte dall'IA renderanno sempre più importante la capacità del giornalista di formulare le domande giuste. "Un buon giornalista non deve essere bravo soltanto nell'identificazione dei fatti, nell'accertamento delle fonti e della verità, ma deve anche saper scrivere per l'algoritmo e fare la domanda corretta", ha spiegato, sottolineando l'importanza della cosiddetta "ingegneria dei prompt".
Coelho ha infine sottolineato che, in un ambiente caratterizzato da una crescente quantità di informazioni e da narrazioni diverse, il giornalismo di qualità sarà sempre più valorizzato. "Il giornalismo di poca qualità, che è semplicemente una riproduzione, una copia o una combinazione, non andrà molto lontano", ha concluso.