Salute sessuale

Pornografia: tra divieto ed educazione

È sempre difficile parlarne, ma in un processo educativo è importante dedicare uno spazio sicuro anche alla sessualità

Non è il solito ‘discorsetto’, ma un dialogo aperto, sincero e soprattutto sicuro
(depositphotos)

La pornografia, ovvero la rappresentazione esplicita di atti sessuali con lo scopo di stimolare eroticamente la persona che ne fruisce, è lontana da essere un fenomeno moderno. Senz’altro è però uno dei temi che preoccupa molto genitori e personale educativo quando si fa riferimento alla sessualità dei giovani, nonostante questi ultimi non ne siano gli unici fruitori. Secondo una recente indagine di Transparency and Market Research infatti, l’industria del porno non conosce crisi e il valore globale ha toccato i 287,8 miliardi di dollari nel 2023, e continuerà ad aumentare in modo importante.

Quello che nel tempo è decisamente cambiata è l’accessibilità: in modo più o meno volontario, senza le dovute cautele, anche giovanissimi per i quali questi contenuti non sono assolutamente adeguati possono prenderne visione.

Un po’ di contesto

Durante l’adolescenza solitamente avviene un incremento dell’interesse verso la sessualità, e può avvenire anche l’avvicinamento con contenuti pornografici. Secondo lo studio JAMES (2024), l’accesso aumenta progressivamente con l’età: sarebbe il 12% del campione intervistato di 12-13 anni ad aver già visionato dei contenuti per raggiungere il 54% dei 18-19enni. Secondo altre ricerche, metà delle persone tra 11 e 14 anni sarebbero già entrate in contatto con materiale pornografico. Ci sono delle differenze legate al genere, i ragazzi visionerebbero più spesso questi contenuti rispetto alle ragazze, soprattutto in modo volontario, e prima in termini di età.

Per quello che riguarda il quadro legale, in Svizzera la pornografia è regolamentata dall’articolo 197 del Codice Penale, e definisce che a essere punito è chi mette a disposizione o invia questi contenuti a persone con meno di 16 anni. Anche per adolescenti più giovani quindi la semplice visione volontaria non è punibile, sempre che non si tratti di contenuti vietati a qualsiasi età (rappresentazioni pornografiche con minori, con animali e gli atti violenti).

Tra consumo e consapevolezza

La pornografia spesso è uno dei primi canali con il quale le persone giovani prendono contatto con la sessualità. Le motivazioni all’uso sono diverse a seconda dei bisogni e dalle fasi della vita nelle quali ci si trova. Restringendo il campo all’adolescenza, si nota comunque una grande eterogeneità, ma, per dare un’idea, le ragioni menzionate più spesso nelle ricerche sono quelle di ottenere informazioni su cosa succede davvero nella pratica, per quanto la pornografia mainstream non sia rappresentativa della realtà. Un’altra motivazione è legata allo scopo per il quale è stata creata: portare a eccitazione e aiutare a provare piacere sessuale, utilizzandola come supporto a un’attività autoerotica. Ad alcune persone può invece permettere una certa esplorazione delle pratiche e affermazione della propria identità, avendo accesso a contenuti rappresentanti diversi tipi di coppia e pratiche sessuali.

depositphotosCi vuole pazienza per abbattere i muri

Alla luce del massiccio utilizzo, le ricerche scientifiche si concentrano soprattutto sulla quantificazione del fenomeno e sull’impatto dell’esposizione alla pornografia sullo sviluppo sessuale.

Spesso il senso pubblico e i media affrontano il tema in modo allarmistico: la pornografia avrebbe sempre un effetto deleterio e rappresenterebbe uno dei più grandi problemi dei nostri giorni. In realtà, quello che dicono gli studi scientifici è molto più sfumato e questo allarmismo sembrerebbe piuttosto l’espressione di un giudizio moralistico del fenomeno.

L’influenza di queste immagini sullo sviluppo dipende da diversi fattori quali l’età, il contesto, il livello d’informazione e la capacità dei giovani di distinguere tra realtà e creazioni artificiali. Il tipo di contenuto e l’uso che se ne fa sono altri elementi importanti e, come per ogni cosa, è importante riconoscere sia le opportunità sia i possibili rischi, quali per esempio le aspettative irrealistiche che possono venirsi a creare sulla sessualità, i corpi, le relazioni. Le emozioni suscitate dalla visione possono essere diverse e talvolta difficili da gestire per una persona giovane.

Come possiamo porci come adulti/e e genitori rispetto a questo tema? Parlare di sessualità non è sempre semplice, ma riuscire a mostrare apertura al tema, nello scambio e nell’ascolto rispettando la privacy e le emozioni è fondamentale. Sapere di potersi orientare verso una persona di fiducia adulta per parlare del proprio malessere o delle proprie preoccupazioni, senza che vi sia una reazione giudicante o moralizzatrice, è prezioso e rappresenta un fattore protettivo parlando in termini di benessere.

Lo spirito critico verso ciò che si vede o sente non è una competenza innata, ma si apprende e va allenata: è importante sostenerne lo sviluppo. In famiglia, ma non solo, discuterne, chiedere il parere delle persone giovani rispetto a notizie d’attualità, fatti accaduti, contenuti visti sui social. Approfittare delle occasioni che si presentano nella vita di tutti i giorni per poter parlare di pornografia: per esempio un pop-up che compare automaticamente, un’immagine ipersessualizzata vista in TV o un video sessualmente esplicito sui social. Esplicitare che la maggior parte di video e immagini pornografiche non siano rappresentative di quello che succede realmente sembra un’ovvietà per le persone adulte, ma è fondamentale farlo perché non per tutti i giovani e le giovani è scontato. Anche se può non essere facile, si può approfittare di queste occasioni per andare più in profondità e ampliare il discorso sulla sessualità e le relazioni.

depositphotosUn uso consapevole può aiutare a scoprire e scoprirsi

Pur normalizzando l’interesse e la curiosità verso il sesso tipici dell’adolescenza, i temi sui quali aprire e le domande per approfondire rispetto alla pornografia sono moltissime: quali messaggi può trasmettere sulle relazioni, sul consenso, sulla parità di genere, e sulla violenza? Quali aspettative irrealistiche possono venirsi a creare in termini di pratiche o di corpi? Come ci si può sentire se non si corrisponde allo standard proposto o se non si desidera cimentarsi in tutta una serie di pratiche? Come vivere la sessualità in modo consensuale, sicuro e piacevole? Quale dimensione prende l’affettività? Dove trovare delle informazioni sulla sessualità corrette e delle risposte ai propri interrogativi?

È un compito difficile, ma importantissimo per lo sviluppo del pensiero critico e di una visione positiva della sessualità. Chi non se la sente, o ha bisogno di un sostegno, si può rivolgere ai servizi che si occupano di sessualità o di consulenza ai genitori, tra i quali i Consultori di Salute Sessuale EOC, che possono supportare i genitori o il personale educativo indicando materiale informativo o un momento di confronto legato all’educazione alla sessualità e all’affettività.

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