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SALUTE MENTALE
14.02.2022 - 05:00
Aggiornamento: 16.05.2022 - 09:47
di Anna

Lettera alla malattia

Questa lettera è parte della collaborazione con Pro Mente Sana per approfondire le tematiche sulla salute mentale. Nel il primo contributo sono stati approfonditi i disturbi tra i giovani (puoi leggere qui). Per tutto il 2022 Pro Mente Sana, tramite questo spazio mensile, proporrà nuovi temi e testimonianze. Se avete delle domande, dei consigli da chiedere, delle tematiche che vi interessano e che vorreste vedere approfondite o se desiderate mandare un commento a un articolo oppure raccontare la vostra storia, potete contattare direttamente Pro Mente Sana, scrivendo a contatto@promentesana.ch o telefonando allo 091 646 83 49.

La lettera di Anna

Siamo tu ed io in un unico corpo, in un’unica mente. Tu però non sei me ed io non sono te.

A volte mi incanti, ti apprezzo e quando penso che tu non ci sia più a volte ti cerco anche.

Altre volte mi infastidisci, ti detesto e quando penso che tu non ci sia più ho l’inquietudine che tu mi verrai a cercare.

Ho deciso che sarò più che disponibile nei tuoi confronti, ho deciso che sarò persino solidale con te. Quindi ci sosterremo a vicenda, collaboreremo e condivideremo anche quello che non vorremmo. Non te lo chiedo: te lo impongo per il nostro bene.

Il tempo per giocare è passato: non giocheremo più assieme a nascondino e non andremo più assieme sull’altalena. Ora ci conosciamo sempre di più e, sebbene nessuno ci abbia mai chiesto se volessimo convivere non abbiamo molte alternative, quindi ti verrò incontro anche per il fatto che in quest’ultimo anno mi hai fatto forse troppo spesso visita.

Ti prometto che non ti chiamerò più mostro, ti prometto che avrò pazienza nel capirti, ti prometto anche che proverò a non avere più paura di te, ma soprattutto ti prometto che non mi vergognerò più di te e che non ti terrò nascosto il mondo che c’è quando tu sarai distante.

Però ti prego promettimi anche tu alcune cose. Promettimi di non lasciare che io faccia del male a qualcuno o a me stessa, promettimi di permettermi di saper chiedere aiuto, promettimi che non sarà una guerra, una battaglia la nostra vita insieme, ma una scoperta. Promettimi che ci conosceremo sempre meglio e sempre di più impareremo a trovare un’armonia.

Ma soprattutto promettiamoci che non sarà un sopravvivere la nostra esistenza, ma un vivere.

Voglio essere sincera con te: in questo momento ti disprezzo, ti odio e non so come e quando sei entrata in ogni parte di me e riesci a farmi credere per la maggior parte del tempo che niente abbia più un senso. Va bene e anche se tu non me lo chiedi io ti perdono.

Ti perdono perché io sono praticamente sicura che tu non voglia farmi del male, tu non mi stai punendo, tu non mi vuoi morta. Però vorrei dirti che in questo periodo mi stai facendo soffrire, mi danneggi, mi svuoti, mi privi di energia, mi togli la voglia di voler continuare a respirare.

Non so perché mi fai questo, ma voglio provare a dare un senso alla sofferenza che tu mi procuri. Voglio riuscire a capire il motivo di questo vuoto e mi irrita la risposta "beh ma è proprio la malattia". Io e te lo sappiamo che non ci sono solo il bianco e il nero, però in alcuni momenti è difficile vedere gli altri colori e le loro sfumature.

Ti vorrei chiedere gentilmente un favore… almeno quando rido tu vai a farti un giro. Non sopporto quando mi metto a ridere e poi l’attimo dopo scoppio a piangere senza sapere il perché.

Non mi piace nemmeno quando arrivi inaspettatamente e mi lanci addosso il maleficio di ricordare cose brutte e tristi in modo sproporzionato e non mi piace neanche quando improvvisamente mi lanci addosso l’ansia che poi mi schiaccia.

Continuo con la sincerità, io ti ho già incontrata in passato, ti vedevo ma non ti vivevo in me.

Io non ti ho scelta, forse sei tu che hai scelto me, ma questo non lo so e mi va bene così al momento.

Io ti ho temuto per tanti anni e un giorno, quando credevo che tutti i miei sogni si stessero realizzando in realtà era solo l’inizio di un incubo. Adesso vorrei riuscire assieme a te a trasformare l’incubo in qualcosa che non tormenti la mia e la tua quotidianità, ma bensì in qualcosa per cui vivere abbia un significato.

Con tutta onestà mai avrei voluto vederti, conoscerti, viverti. Spesso immagino la mia esistenza senza te e fantastico su come sarebbe la mia vita adesso. Non prendertela troppo se non ti avrei scelta come compagna di viaggio, se non ti accetto ancora… io ti riconosco, a volte ti abbraccio e altre ti respingo. In fondo lo sappiamo entrambe… ci sono già abbastanza controsensi e contraddizioni che per assurdo ci caratterizzano.

Proviamo a non farci la guerra.

E anche se potessi abbandonarti non credo ci riuscirei più, perché come tu mi apri gli occhi e mi illumini tanto da farmi accecare, io dal buio so che posso ritrovare la luce.

Io posso imparare cose su di te, posso vivere esperienze assurde attraverso te, posso e voglio scegliere di non rifiutarti, decido che tu non sei un errore nella mia vita, non sei una croce da portare, non sei una colpa, un’ingiustizia, una condanna da scontare. Tu esisti in mille forme differenti: un’altalena, un labirinto, un vicolo cieco, una nuvola, una pennellata di nero e uno schizzo di bianco, l’inizio di quella canzone, la fine dell’altra, quello sguardo per strada, le parole del libro sotto il letto, i rimproveri della mamma, la frase sul muro fuori casa, il libro di cucina, la ninna nanna del passato, le stelle, il castello illuminato, l’impronta del piede sulla spiaggia e sulla neve, le risate dei bambini dei vicini, il colore della pioggia, l’odore delle stagioni, la paura che lascia il posto all’entusiasmo.

Una caduta, un nascondiglio, una trappola, un abisso, nessun colore, nessuna musica, nessuna voce, nessun viso, nessuna parola, nessun suono, nessun ricordo, le lacrime, il vuoto, il nulla, la paura lascia il posto all’ansia, che lascia il posto alla tristezza che a sua volta lascia il posto all’apatia.

Tu ora esisti tanto quanto me, ma ti prego di non offenderti se ti dico che io un giorno avrò maggiore controllo, maggiore conoscenza e padronanza nei tuoi confronti. Questo non significa che voglio sconfiggerti o lottare contro di te. Io desidero confrontarmi con te.

Non ti preoccupare troppo: io non lascio te e tu non lasci me, impareremo assieme e vada come vada.

Anna.

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