
Cari lettori,
L'edizione di oggi ci porta nel cuore delle questioni ticinesi: dalla ricerca di spazi per il nostro patrimonio artistico alle ombre istituzionali sul caso Zali, fino all'energia pulita della musica che viaggia su due ruote.
Il destino dell'ex Arsenale di Biasca come polo per la conservazione dell'arte resta in bilico, ma non privo di speranza. Dopo il passo indietro del Cantone e del partner privato Crozier, il Comune non si arrende e cerca nuove alleanze con le città ticinesi per trasformare i padiglioni in un centro di competenze vivo. Un'analisi approfondita di Marino Molinaro esplora i motivi tecnici ed economici della rinuncia cantonale e le possibili vie d'uscita per un settore che ha letteralmente fame di spazi adeguati.
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Nel commento del vicedirettore Andrea Manna si analizza il silenzio assordante della Procura di fronte all'intervento del consigliere di Stato Claudio Zali per il caso del minorenne finito in carcere. Tra interrogativi sull'abuso di autorità e la necessità di chiarezza istituzionale, emerge il timore di un Ministero pubblico che esita a disturbare il potere, mentre la politica è chiamata a fare luce sulla separazione dei poteri e sull'uguaglianza di fronte alla legge.
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Una batteria-valigia, amplificatori alimentati dal pubblico che pedala e un tour che viaggia esclusivamente in bicicletta: Beppe Donadio ci presenta l'universo di Béatrice Graf. La musicista svizzera, Premio svizzero di musica nel 2019, porta in Ticino il suo progetto ‘Cycloton’, dimostrando che una ‘decrescita felice’ nella cultura non è solo un'utopia, ma una realtà sonora pulita, militante e profondamente coinvolgente.
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