Cari lettori,
La politica ticinese si prepara a un 2027 che si preannuncia tutt'altro che soporifero. Nel frattempo, il settore delle cure a domicilio è in fermento per una decisione cantonale che solleva dubbi sulla parità di trattamento dei pazienti. Un esperto di nazifascismi storici e contemporanei getta una luce controversa sul movimento Maga di Donald Trump, definendolo senza mezzi termini fascista. Tre temi, tre approfondimenti che vi invitiamo a scoprire.
Le elezioni cantonali del 2027 si avvicinano e, dopo un 2023 politicamente piatto, promettono di scuotere la scena ticinese. Nel suo commento Jacopo Scarinci analizza la difficile posizione del Plr, invitandolo a superare i tentennamenti e a non considerare più un tabù l'idea di un ‘raddoppio’ in governo, magari sfruttando le possibili frizioni tra Lega e Udc.
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Una decisione cantonale sul prelievo agli utenti per le cure a domicilio sta scatenando polemiche e dure reazioni. L'Associazione locarnese e valmaggese di assistenza e cure a domicilio (Alvad) ha infatti scritto al direttore del Dipartimento sanità e socialità Raffaele De Rosa sollevando diverse criticità, soprattutto sulla disparità di trattamento. L'Alvad non intende infatti chiamare alla cassa i suoi utenti e si dice pure pronta ad assumersi l'onere per il mancato incasso. I dettagli nell'articolo di Giacomo Agosta.
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Il movimento Maga di Donald Trump si allinea ai criteri che definiscono un movimento ‘fascista’? Una domanda provocatoria a cui lo storico Richard Steigmann-Gall risponde con decisione. In un'intervista il docente di storia contemporanea spiega a Matteo Muzio che, al di là delle apparenze e dell'assenza di ‘fasce al braccio e stivali’, il trumpismo incarna i criteri fondamentali del fascismo, basandosi su un nazionalismo estremo e un risentimento per una ‘grandezza nazionale perduta’.
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