Moderno crossover compatto, guadagna uno stile più deciso conservando accoglienza e praticità. Brioso il ‘mille’ turbo, anche grazi all’ibrido leggero

Compatta classica o SUV urbano? La KIA Stonic si posiziona da sempre perfettamente a metà tra questi due segmenti, conservando un’impostazione in un certo qual modo originale anche in occasione di questo approfondito aggiornamento. Che infatti non stravolge il design di origine, pur portando in dote un frontale e una coda ridisegnati insieme a numerosi altri affinamenti.
Lo stile aggiornato trae diretta ispirazione dai modelli più recenti della gamma, sotto forma delle caratteristiche “firme” luminose che avvolgono le estremità della carrozzeria ai quattro lati, insieme a una zona anteriore che esprime maggiore muscolarità e presenza su strada. L’insieme guadagna così in personalità senza alterare le proporzioni del mezzo, che rimane ben ancorato alla sua vocazione compatta: la lunghezza di 4,17 metri si accompagna infatti a un’altezza di 1,52 metri che, come accennato, la colloca idealmente a metà strada tra una due volumi convenzionale e un piccolo SUV.
La trazione è unicamente anteriore, con motorizzazioni affidate a un’unità tre cilindri turbo proposta in due varianti di potenza. Il più ricco allestimento GT-Line dai toni sportiveggianti – anche per la differente conformazione dei fascioni paracolpi – che distingue l’esemplare in prova è equipaggiato con la variante più performante, abbinata a un sistema ibrido leggero e al cambio automatico a doppia frizione. La componente elettrificata è compatta ma supporta attivamente il motore termico per brevi istanti nelle fasi di spunto, aggiungendo una spinta di circa 14 cv. Il risultato è un quadro prestazionale discretamente brioso, accompagnato da consumi generalmente moderati, attorno ai 6 l/100 km alternando percorsi di varia natura. Su questa versione al vertice della gamma sono inoltre di serie tutti i sistemi avanzati di assistenza attiva alla guida.
Anche a bordo si respira aria di novità. L’arredo beneficia infatti di una plancia ridisegnata insieme a un nuovo volante dal disegno più moderno, per un insieme che riesce a trasmettere una maggiore sensazione di ricercatezza nonostante l’impiego di materiali plastici non particolarmente pregiati. Curati, però, risultano assemblaggi e qualità costruttiva. Il design è lineare, vagamente anonimo nella porzione inferiore che ospita le bocchette di aerazione, ma vivacizzato dai due grandi schermi da 12,3” ciascuno (sulla GT-Line) dedicati alla strumentazione e al sistema di navigazione.
Il display centrale, in particolare, oltre a distinguersi per reattività e grafica accattivante, conserva in una fascia inferiore separata i rinvii diretti alle principali funzionalità, soluzione che ne rende l’impiego più immediato e intuitivo. La stessa barra di comando ha inoltre una duplice funzionalità, trasformandosi con un semplice tocco nella serie di controlli dedicati alla climatizzazione, solo monozona ma comunque adeguata considerando il volume contenuto dell’abitacolo.
Lo spazio per i passeggeri risulta ben calibrato nonostante gli ingombri ridotti della vettura, confermandosi adeguato anche per un equipaggio al completo su trasferimenti più lunghi. Anteriormente la sistemazione è molto confortevole e facilmente personalizzabile, mentre in seconda fila l’accesso è agevole e la libertà di movimento per gambe e testa è più che sufficiente. Mancano invece le bocchette di aerazione posteriori, così come il passaggio centrale nel divano per oggetti lunghi. Regolare e ben sfruttabile il vano di carico, adeguato in relazione agli ingombri, seppur con un volume non particolarmente elevato (352 litri).
La piccola cilindrata non impedisce al tre cilindri da un litro di offrire prestazioni sufficientemente briose per garantire un facile disimpegno in tutte le situazioni. La risposta si dimostra elastica già ai bassi regimi, con il supporto del sistema ibrido leggero negli spunti, mentre agli alti regimi non manca una certa vivacità accompagnata da una rumorosità mai troppo evidente. Fluido e dolce nei passaggi di marcia il cambio automatico a doppia frizione, con sette rapporti ben calibrati per sfruttare al meglio la spinta a disposizione. Utilizzato in modalità manuale sequenziale, il comando si mostra inoltre rapido, suggerendo una certa dinamicità.
Indole, quest’ultima, che tuttavia non rientra davvero nelle corde della Stonic, pensata e calibrata principalmente per garantire equilibrio e fluidità più che una spiccata sportività. Le sospensioni offrono un buon compromesso tra capacità di assorbimento e tenuta di strada, con un appoggio solido e rassicurante che restituisce una piacevole sensazione di agilità. A ritmi più sostenuti, tra le curve, emerge invece un rollio piuttosto evidente, accompagnato da uno sterzo più orientato al comfort che a una spiccata sensibilità. La compatta coreana non invita insomma alla guida “ispirata”, ma ha il merito di offrire un comportamento facile, prevedibile e sicuro che non desta mai sorprese. Proprio come ci si aspetta da un’automobile pensata per un pubblico ampio e trasversale.
| Modello | Kia Stonic |
| Versione | 1.0 T-GDi MHEV GT-Line |
| Motore | 3 cilindri, 1,0 litri, benzina turbo con sistema ibrido leggero |
| Potenza, coppia | 115 cv, 200 Nm |
| Trazione | Anteriore |
| Cambio | Doppia frizione a 7 rapporti |
| Massa a vuoto | 1’363 kg |
| 0-100 km/h | 10,8 secondi |
| Velocità massima | 182 km/h |
| Consumo medio | 5,6 l/100 km (omologato) |
| Prezzo | 33’950 Chf |