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Giustizia sotto accusa, il futuro della Rsi e i ritardi di Lugano

20 gennaio 2026
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Cari lettori,

oggi vi portiamo al cuore delle questioni più dibattute: dalle critiche alla gestione dell'inchiesta sulla tragedia di Crans-Montana, che solleva interrogativi sui tempi e i metodi della giustizia vallesana, al futuro incerto del servizio pubblico radiotelevisivo svizzero con l'iniziativa ‘200 franchi bastano’. Non mancano le tensioni anche a livello locale, con il Cantone che richiama Lugano per i prolungati ritardi nelle procedure di naturalizzazione.

L'inchiesta sulla tragedia di Crans-Montana è sotto un fuoco incrociato di critiche. Decisioni tardive su detenzioni, sequestri di cellulari e perquisizioni stanno minando la fiducia dei familiari delle vittime. Il professor Bertrand Perrin, esperto di diritto penale, pur invitando alla prudenza, ammette di essere rimasto sorpreso da alcune scelte della Procura vallesana. Quali sono gli errori contestati e come potrebbero influenzare l'esito di un'indagine così complessa? L'intervista fatta da Stefano Guerra.
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L'iniziativa ‘200 franchi bastano!’ minaccia di dimezzare le entrate della Rsi, ma il vero rischio non è solo economico: si profila un “impoverimento assoluto” per il tessuto sociale, economico e culturale ticinese. Mentre esponenti politici come Fabio Regazzi e Lorenzo Quadri si lanciano in dichiarazioni controverse, il commento del direttore Daniel Ritzer smonta la retorica del cosiddetto ‘assistenzialismo’ e invita a riflettere sulle reali conseguenze di un servizio pubblico smantellato. Cosa succederebbe se, in un momento di crisi, gli svizzeri italofoni si trovassero senza una fonte d'informazione locale affidabile?
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Il Cantone tira le orecchie a Lugano per i ritardi cronici nelle procedure di naturalizzazione, che vedono circa 400 richieste in sospeso. Il consigliere di Stato Norman Gobbi ha richiamato il Municipio sottolineando che le lungaggini sono ingiustificate e gravano su un processo già macchinoso. Carlo Zoppi (Sinistra), presidente della Commissione petizioni, parla di un “problema strutturale e risaputo”, mentre il dibattito si accende tra chi vede la naturalizzazione come un diritto e chi, come il ‘Mattino della domenica’, la considera un ‘premio’ da limitare. Quali sono le reali cause di questi blocchi e quali soluzioni si prospettano per sbloccare l'impasse? Ce ne parla Malva Cometta Leon.
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