Cari lettori,
La giornata di oggi ci porta a riflettere su temi che toccano il Ticino e il mondo intero. Nel nostro cantone la nuova partecipazione ai costi per le cure a domicilio sta generando un'onda di preoccupazione e un'immediata reazione politica. Parallelamente, siamo invitati a confrontarci con le complessità della scena geopolitica, mentre un approfondimento ci apre gli occhi sulla realtà dell'ADHD, un disturbo spesso sottovalutato ma con un impatto profondo su individui e famiglie.
Dal 1° aprile, le cure a domicilio in Ticino prevedono una partecipazione ai costi per gli utenti, una decisione che sta già sollevando proteste, come raccontano Andrea Manna e Giacomo Agosta. Il capogruppo del Partito socialista in Gran Consiglio, Ivo Durisch, ha presentato una mozione urgente chiedendo al governo di sospendere immediatamente la misura e di avviare uno studio approfondito sul suo impatto sociale, sanitario e finanziario. La delegata per il Ticino dell'Associazione Svizzera Spitex privati (Asps), Paola Lavagetti, esprime timori per gli utenti e per l'aumento della burocrazia, mentre il co-segretario cantonale della Vpod, Fausto Calabretta, sottolinea il contesto economico ticinese, già difficile per molte famiglie.
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In un'epoca di profonde incertezze globali, l'Occidente si trova di fronte a un "blackout etico", un'aporia che rende difficile schierarsi senza cadere in grottesche incoerenze. Nel suo commento, Stefano Piri riflette sulla fine del diritto internazionale e sull'incapacità della nostra società, democratica e moralista ma post-politica, di riconoscere le ragioni altrui e di mediare.
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"Il mio cervello correva come una Ferrari con i freni di un monopattino: tantissimi pensieri che vorticano senza sosta". Così Lorenzzo Tancredi, 25 anni, descrive la sua esperienza con l'ADHD. Un disturbo che in Ticino colpisce molti giovani, ma che spesso viene diagnosticato tardi, lasciando famiglie e ragazzi in grande difficoltà. L'inchiesta di Simonetta Caratti esplora le sfide quotidiane, la necessità di maggiori professionisti e l'importanza di un supporto adeguato, come spiegano lo psichiatra Michele Mattia e il pediatra Valdo Pezzoli, insieme alla presidente dell'Associazione DSA e ADHD Ticino, Emanuela Di Campli, e allo specialista in Neuropsicologia Giuseppe Foderaro.
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