Design più deciso, abitacolo meglio rifinito e una marcia piacevole: la nuova generazione convince soprattutto per equilibrio e versatilità

Più grande, più personale, più completa: la seconda generazione della Grandland compie un netto passo avanti nel design e nei contenuti. La carrozzeria, fatta di volumi decisi e superfici levigate, le conferisce una solida presenza su strada e la inserisce pienamente nell’attuale corso stilistico Opel. I più attenti noteranno una certa vicinanza con la Peugeot 5008, con cui condivide la piattaforma. I tratti distintivi del marchio tedesco, a cominciare dai sottili gruppi ottici anteriori e posteriori, sono però ben integrati nell’insieme e le danno un’identità propria. Particolarmente riuscito il gioco di luci: il logo illuminato sul frontale e la scritta Opel sulla coda attirano gli sguardi senza apparire eccessivi, dando carattere a un insieme dalle forme quasi scultoree.
La Grandland sfrutta il pianale Stellantis STLA Medium e cresce sensibilmente negli ingombri e nell’abitabilità, grazie al passo maggiorato e alla lunghezza di 4,65 metri. La vettura in prova è equipaggiata con la motorizzazione ibrida ricaricabile, disponibile soltanto con trazione anteriore. Il motore elettrico da 125 cv è affiancato da un brillante 1,6 litri turbo a benzina da 150 cv: la potenza di sistema è di 225 cv, la coppia di 350 Nm. Il cambio è a doppia frizione e ha sette rapporti. La batteria ha una capacità utilizzabile di 17,9 kWh, ma i tempi di ricarica non sono particolarmente rapidi: il passaggio dallo 0 al 100% richiede quasi tre ore con il caricatore di bordo opzionale da 7,4 kW, oppure cinque ore e mezza con quello standard da 3,7 kW. Inoltre, il pur ricco allestimento in esame richiede alcuni pacchetti aggiuntivi per completare la dotazione di sistemi di assistenza alla guida e le funzionalità dell’infotainment.
Alla guida la Grandland PHEV offre una marcia fluida e gradevole, con prestazioni equilibrate e una buona integrazione tra motore termico ed elettrico. La risposta è sempre pronta, come conferma anche lo scatto da 0 a 100 km/h in poco meno di otto secondi, nonostante la massa consistente. Non invita però a una guida propriamente sportiva: preferisce un passo allegro ma misurato. Tra le curve si muove con piacevole autorevolezza: l’inserimento è efficace, i cambi di direzione sorprendentemente pronti e i movimenti della carrozzeria ben controllati. Anche lo sterzo contribuisce alle sensazioni di controllo e reattività: è molto diretto e pronto, senza perdere la progressività che rende naturale guidare un SUV di questa taglia. Alzare il ritmo viene quindi naturale e lascia intuire un potenziale dinamico superiore, ma è meglio non forzare troppo la mano, in quanto oltre un certo passo emergono i limiti di un’automobile si piacevole da condurre, ma pensata più per un tranquillo impiego famigliare. Prova ne è che le sospensioni assorbono con solidità sia le piccole sia le grandi asperità stradali e l’insonorizzazione è di buona qualità, a vantaggio del comfort. Lo stesso cambio automatico, piacevole nell’uso normale, risponde invece con lentezza ai paddle: la gestione manuale non è particolarmente ben calibrata e le levette hanno dunque un’utilità relativa. Da segnalare che, sfruttando con decisione tutta la spinta in uscita di curva, la sola trazione anteriore lascia affiorare qualche lieve perdita di motricità.
Apprezzabili l’autonomia elettrica e i consumi di benzina. Con una carica si percorrono realmente attorno agli 80 chilometri, sufficienti a coprire buona parte degli spostamenti quotidiani senza avviare il motore termico. Anche in autostrada lo spunto in modalità elettrica rimane adeguato. Una volta esaurita la carica, la Grandland richiede mediamente 7 l/100 km: il dato può scendere o salire di circa un litro a seconda del percorso, con valori inferiori se prevalgono città e strade extraurbane e superiori nei tragitti ad andatura costante.
Un notevole salto di qualità si ritrova nell’abitacolo, sobrio ma personale nel disegno e orientato verso il conducente. I materiali piacevoli, l’assemblaggio curato e l’attenzione alle finiture lo distinguono dalla media dei marchi generalisti. La digitalizzazione è spinta: al piccolo display davanti al conducente si affianca uno schermo centrale da 16 pollici a sviluppo orizzontale, ricco di funzioni e personalizzabile nei riquadri visualizzati. Meno convincente la struttura dell’infotainment, che richiede ancora qualche passaggio di troppo e non è immediata da padroneggiare. Restano per fortuna alcuni comandi fisici, molto comodi per gestire rapidamente le funzioni principali, soprattutto la climatizzazione.
L’ergonomia e lo spazio a disposizione sono apprezzabili su entrambe le file. Davanti si viaggia comodi su poltrone avvolgenti; dietro colpisce soprattutto la generosa libertà di movimento, cui si aggiungono il bracciolo centrale con apertura passante e le bocchette di aerazione dedicate. Ben sfruttabile, infine, il vano di carico, completo di doppio fondo e forte di una capacità di 550 litri.
| Modello | Opel Grandland |
| Versione | Plug-in Hybrid 1.6 Turbo GS |
| Motore | Sistema ibrido plug-in con 4 cilindri 1,6 litri benzina turbo e unità elettrica |
| Potenza, coppia | 225 cv, 350 Nm |
| Trazione | Anteriore |
| Cambio | Doppia frizione a sette rapporti |
| Massa a vuoto | 1’971 kg |
| 0-100 km/h | 7,8 secondi |
| Velocità massima | 220 km/h |
| Consumo medio | 2,3-3,4 l/100 km + 14,1-15,6 kWh/100 km (omologato) |
| Prezzo | 49’190 Chf |