Un progetto condiviso con Toyota ma dalla forte identità, che mette al centro equilibrio, motricità e semplicità d’impiego

Con una discreta “e” anteposta alla denominazione di uno dei suoi modelli più noti, Vitara, Suzuki entra nell’universo dell’elettrificazione pura: nonostante il nome, si tratta di un progetto completamente nuovo, senza legami con la Vitara a motore termico, che resta a listino. La eVitara nasce invece da uno sviluppo condiviso con Toyota, che sulla stessa base propone la nuova Urban Cruiser.
La eVitara sfoggia linee e volumi decisi, dinamici e ricchi di personalità: non solo nel frontale prominente, ma soprattutto nelle fiancate – caratterizzate da passaruota ben marcati – e nella coda compatta e alta, con lunotto inclinato. A completare l’insieme contribuiscono i fascioni paracolpi lungo tutto il perimetro della carrozzeria e le ruote da 19”, di serie sull’allestimento di punta Compact Top dell’esemplare in prova. La lunghezza resta contenuta in 4,28 metri.
Sul piano tecnico, la gamma prevede tre livelli di potenza, due configurazioni di trazione e due capacità della batteria. L’esemplare in prova adotta la trazione integrale, ottenuta grazie alla presenza di due motori: quello anteriore, che eroga fino a 174 CV, e quello posteriore, da 65 CV. La gestione elettronica ripartisce automaticamente la coppia in funzione delle condizioni di guida e del fondo stradale. La modalità Trail migliora ulteriormente la motricità sui fondi a bassa aderenza, sfruttando anche l’impianto frenante per ottimizzare la trazione. L’altezza da terra è di 18 cm. La batteria da 61 kWh, con tecnologia litio-ferro-fosfato, privilegia la durabilità nel tempo rispetto alla velocità di ricarica: in corrente continua si raggiungono al massimo 90 kW, con un passaggio dal 10 all’80% in circa 45 minuti.
Al volante, la eVitara così configurata sorprende per la vivacità, nonostante una potenza complessiva che in termini assoluti non è elevatissima per un’automobile elettrica. La risposta è pronta e fluida, rendendo la guida piacevole nella quotidianità. L’assetto privilegia il comfort, grazie a sospensioni morbide e capaci di assorbire bene le asperità, pur mostrando qualche limite sulle sconnessioni più marcate, soprattutto al retrotreno. Tra le curve la vettura si comporta in modo equilibrato: il rollio è presente ma contenuto, con buona aderenza laterale e un sottosterzo leggero e progressivo. Non è un modello sportivo, ma mantiene una buona agilità anche a ritmi sostenuti, risultando nel complesso più piacevole della media. Lo sterzo, però, è poco diretto e comunicativo, penalizzando leggermente il coinvolgimento alla guida, pur restando coerente con l’impostazione generale della vettura. Molto valida la motricità: solo forzando l’andatura, in uscita dalle curve più strette, si avvertono lievi perdite di aderenza all’anteriore. Il comfort acustico è discreto, anche se alle velocità autostradali emerge qualche fruscio aerodinamico. Quanto all’autonomia, si attestano circa 300 km nell’uso reale, che scendono a circa 250 km in prevalenza autostradale.
L’abitacolo riflette un’impostazione tipicamente giapponese: prevalgono plastiche rigide in un ambiente razionale e ordinato. La plancia è valorizzata da una fascia centrale pulita – disponibile anche bicolore – e da un’ampia superficie che integra i due schermi affiancati per strumentazione e infotainment. Il sistema multimediale, di nuova generazione, si distingue per grafica e facilità d’uso, pur con una risposta al tocco non sempre fulminea. Alcune funzioni risultano però poco immediate da raggiungere: tra queste, la regolazione dell’intensità della frenata rigenerativa, normalmente modificabile anche in marcia. Bene invece la presenza di comandi fisici per regolare il climatizzatore monozona. Le sedute anteriori sono comode, mentre dietro si apprezza lo spazio per le gambe e il divano scorrevole, dotato di sezione centrale abbattibile. Mancano però le bocchette di ventilazione posteriori, sebbene questo sia un aspetto ormai comune anche a molte altre concorrenti del segmento. Il bagagliaio è piuttosto contenuto (238 litri con sedili arretrati, 306 litri avanzandoli), ma include un doppio fondo per i cavi di ricarica.
Nel complesso, la eVitara è esattamente ciò che ci si aspetta dalla prima elettrica del costruttore giapponese: un SUV compatto, semplice e concreto, più votato alla praticità che alla raffinatezza, ma capace di sorprendere per una brillantezza superiore alle attese.
| Modello | Suzuki eVitara |
| Versione | ALLGRIP-e 4X4 Compact Top |
| Motore | Due unità elettriche |
| Potenza, coppia | 184 cv, 307 Nm |
| Trazione | Integrale |
| Cambio | Automatico monomarcia |
| Massa a vuoto | 2’014 kg |
| 0-100 km/h | 7,4 secondi |
| Velocità massima | 150 km/h |
| Consumo medio | 16,6-17,7 kWh/100 km (omologato) |
| Prezzo | 39’900 Chf |