A un mese dai Mondiali di Zurigo e Friborgo, il clamoroso caso del certificato Covid ai Giochi non può essere considerato al pari di un banale scivolone
In sintesi:
Mentre monta la polemica, le ammissioni di colpa e le scuse non bastano
È pure una questione di rispetto, oltre che di credibilità. Soprattutto verso i giocatori