Parlo di quel buco di mercato che si verrebbe a creare se l’iniziativa Ssr passasse. Mi sono svegliato tardi ma ho deciso che anche io voglio un pezzo

L’iniziativa ‘200 franchi bastano!’ propone di ridurre il canone a 200 franchi, esentare le imprese e limitare la Ssr a un “servizio indispensabile”. Il dibattito si è concentrato su pluralismo, informazione, modernizzazione. Ma c’è un aspetto passato in sordina secondo me, ed è il fatto che in questa votazione ci sono in ballo un sacco di soldi. Non parlo di indotto e ricadute sul territorio o degli stipendi di Schrödinger dei dirigenti che sono contemporaneamente oltraggiosamente alti quando fa comodo, ma non così alti quando si vota per plafonarli. No. Parlo di quel buco di mercato che si verrebbe a creare se l’iniziativa passasse. Uno spazio da più di mezzo miliardo l’anno a disposizione di chi se lo prende. Soldi veri. Altro che litigare sui 100 franchi l’anno.
Mi sono svegliato tardi ma ho deciso che anche io voglio una fetta della torta. C’è una nuova corsa all’oro, signori, e non ho intenzione di rimanere con le mani in mano.
La prima cosa da fare è vedere come si stanno preparando i principali attori per trarne qualche spunto. Il più grosso è Liberty Global. Gigante delle telecomunicazioni con domicilio fiscale alle Bermuda. Come si sta preparando? L’8 novembre 2024 Liberty Global ha terminato la scissione di Sunrise. Questo vuol dire che ora Sunrise è un’azienda svizzera a tutti gli effetti ma risponde comunque agli azionisti di Liberty Global. Insomma, se fosse una persona sarebbe qualcuno con la spilla svizzera sul bavero ma le sterline in tasca. Nonostante la scissione però Sunrise ha stipulato accordi con Liberty Global per ricevere servizi tecnologici, di intrattenimento e di accesso ai contenuti per 5 anni. Il che vuol dire, tra le altre cose, avere accesso a piattaforme avanzate per lanciare rapidamente nuove offerte video o canali premium. L’unica cosa che gli manca è qualcuno che gli garantisca accesso politico alle stanze dei bottoni. Fortunatamente questo servizio è gentilmente offerto da un nostro consigliere nazionale tra i più accesi sostenitori del sì all’iniziativa.
Passiamo quindi agli attori locali: come si stanno preparando? Per prendere spunti sono andato a vedere lo scopo sociale di una famigerata fiduciaria di due esponenti a Berna alfieri del sì, fino a poco tempo fa sprovvista di fiduciari. Tra cose abbastanza standard si trova però anche “la redazione e l'edizione di giornali e riviste, la progettazione e la gestione di programmi televisivi, progetti Internet e business creation”. Perché una fiduciaria debba avere nel proprio scopo anche la progettazione e la gestione di programmi televisivi non lo so ma prendo spunto.
Parto tardi per mettermi in concorrenza con questi giganti della politica, ma non sono l’unico. È infatti notizia recente che anche un membro della direzione Rsi si stia preparando. Come? Con la creazione di una propria Sa nel ramo del marketing e della comunicazione. La sua azienda di “pubbliche relazione” (il refuso è nel registro di commercio per cui lo manteniamo per rispetto) è stata creata nel pieno della campagna. Se sia voluto o no non è dato sapere e qui non si fanno mica illazioni.
Certo che questo mercato di potenziali facilitatori locali di colossi esteri si fa affollato. E io non ho il potere politico o l’expertise mediatica dell’attuale concorrenza, sono solo uno sprovveduto che prova a fare satira. Mi devo inventare qualcosa. Forse posso aggiungere nel mio scopo sociale anche quello delle ditte di pulizia: così mentre contribuisco a spolpare il cadavere del servizio pubblico gli ramazzo anche la stanza.