ULTIME NOTIZIE Opinioni
IL COMMENTO
10 ore

L’altra battaglia nel cuore di Mosca

Gli equilibri di potere decideranno le sorti della guerra quanto il campo. Cani sciolti, militari e Fsb: Putin sa come mettere gli uni contro gli altri
IL COMMENTO
1 gior

Da Guzmán a Messina Denaro

Affinità e (soprattutto) divergenze tra gli arresti dei due supercriminali
il commento
2 gior

Tornato Netanyahu, tornate le stragi

Dietro l’escalation di violenza tra israeliani e palestinesi non si può non vedere l’ombra di ‘Bibi’, appena tornato al potere
La formica rossa
4 gior

‘Guerra bbbrutto’

"Esigere la pace" è la presunta soluzione al conflitto in Ucraina di chi si oppone alla consegna dei carri armati a Kiev
IL COMMENTO
4 gior

Soldi finti, pirati veri

Riflessioni sulle dinamiche che, negli ultimi anni, hanno portato al fallimento della squadra rossoblù
IL COMMENTO
5 gior

Lugano sorride alla cultura alternativa. L’ora della svolta?

Diversi segnali positivi, a partire dalla Straordinaria ma non solo, fanno ben sperare nel 2023. La strada è in salita, ci vogliono pazienza e volontà
il commento
6 gior

Carri armati a mezzanotte

La Germania sblocca la fornitura di Leopard, che aiuterà l’Ucraina, ma indispettisce il Cremlino
IL COMMENTO
6 gior

Le parole della politica (sono importanti)

La sfiducia del Consiglio comunale di Mendrisio nei confronti dei vertici del dicastero Aziende ha portato all’esonero del municipale responsabile
IL COMMENTO
1 sett

La mondina, il carbonaio e la pomata miracolosa

L’ultimo rapporto Ustat conferma il divario del 20% tra salari ticinesi e d’Oltralpe
il commento
1 sett

Jacinda & Jacinta contro il leader testosteronico

Le dimissioni gentili di Jacinda Ardern, un anno dopo l’addio precoce al tennis di Ashleigh Jacinta Barty, sono la risposta al mito dell’infaticabilità
Il commento
laR
 
13.10.2022 - 05:30
Aggiornamento: 20.10.2022 - 07:10

Manu Chao e l’atterraggio forzato dell’economia mondiale

Siamo o non siamo in recessione? La risposta tecnica a oggi è ‘no’. Me per la Bce e la Federal Reserve è molto difficile da escludere

manu-chao-e-l-atterraggio-forzato-dell-economia-mondiale
Depositphotos
Allacciamoci le cinture
In questo articolo si parla di:
  • Pur di corroborare le proprie teorie i discepoli di Friedman si vedono costretti a forzare la realtà a propria convenienza
  • Il collo di bottiglia a cui siamo arrivati potrebbe essere spiegato non solo con il Covid e la guerra
  • Ogni tappa di sviluppo contiene già i presupposti dai quali scaturirà la prossima crisi

"Oh, oh, credo che inventerò l’atterraggio forzato". Un conto è sentire una frase del genere in coda a un brano di Manu Chao. Un’altra storia invece è quando la Bce e la Federal Reserve cominciano ad ammettere che un atterraggio morbido dell’economia mondiale sarà molto difficile da conseguire.

Siamo o non siamo in recessione? La risposta tecnica a oggi è "no". Sarà per questo che alcuni analisti si ostinano a sottolineare la buona tenuta dell’economia, in particolare di quella Svizzera, nonostante il contesto segnato dalle tensioni geopolitiche – invasione russa dell’Ucraina – e dalla crisi energetica intimamente legata all’avventura militare di Putin. Questi osservatori (alcuni dei quali potrebbero essere già al beneficio di una meritata e dorata pensione, "con tutto il rispetto per chi ha problemi di reddito"), abbagliati dalle più estreme teorie monetariste, insistono sulla bontà della politica restrittiva messa in atto dalle principali banche centrali per cercare di contenere l’inflazione. C’è chi, addirittura, scorge all’orizzonte i primi segnali di un allentamento delle pressioni inflazionistiche, riconducibile, ovviamente, al "risveglio" delle autorità monetarie.

Che poi nei giorni scorsi il recente vincitore del premio Nobel Douglas Diamond abbia ricordato la lezione di Milton Friedman secondo la quale, nella lotta contro l’inflazione, "la politica monetaria delle banche centrali agisce sempre con un ritardo temporale", poco importa. Il "maestro" Friedman, ancora oggi, viene seguito pedissequamente dai suoi discepoli sparsi in tutto il mondo (Ticino compreso). Discepoli che pur di vedere corroborate le proprie teorie si ritrovano costretti a forzare la realtà a propria convenienza: diventa quindi trascurabile il fatto che per più di un decennio i mercati siano stati inondati di liquidità senza che ciò comportasse alcun effetto inflazionistico. Col senno di poi, invece, ora che dopo la pandemia e la guerra l’inflazione è ricomparsa, fanno in fretta a dire: "Ve l’avevamo detto, è tutta colpa delle banche centrali".

In verità l’era del denaro gratis fu la risposta politica alla crisi del capitalismo finanziario scoppiata nel 2008. Un’iniezione di liquidità senza precedenti che, prima di tutto, permise alle grandi banche private di ripulire i loro bilanci e sopravvivere. Il sistema divenne rapidamente dipendente dai soldi a costo zero e tutto quel "rinnovato" capitale finì per contribuire a dare il la a un nuovo periodo di forte crescita, durato fino a poco fa, in cui si verificarono risultati straordinari per le Borse. Anni in cui diventarono predominanti i giganti della tecnologia.

Suonerà paradossale, ma il collo di bottiglia a cui è arrivata l’economia mondiale potrebbe essere spiegato non solo con il Covid e la guerra, ma anche per lo spettacolare e vertiginoso sviluppo di ciò che qui chiameremo ‘capitalismo digitale’. L’inflazione per via di uno shock negativo dell’offerta è sintomo dell’esaurimento di un determinato modello di accumulazione, legato al concetto – pure lui inflazionato – di globalizzazione.

D’altronde c’è poco da stupirsi, ciò corrisponde alla natura stessa dell’economia capitalista ed è indipendente dai condizionamenti geopolitici o sanitari: ogni tappa di sviluppo contiene già i presupposti dai quali scaturirà la prossima crisi; crisi che consentirà a sua volta di gettare le basi di un nuovo ciclo di espansione.

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved