ULTIME NOTIZIE Opinioni
La formica rossa
1 gior

‘Guerra bbbrutto’

"Esigere la pace" è la presunta soluzione al conflitto in Ucraina di chi si oppone alla consegna dei carri armati a Kiev
IL COMMENTO
1 gior

Soldi finti, pirati veri

Riflessioni sulle dinamiche che, negli ultimi anni, hanno portato al fallimento della squadra rossoblù
IL COMMENTO
2 gior

Lugano sorride alla cultura alternativa. L’ora della svolta?

Diversi segnali positivi, a partire dalla Straordinaria ma non solo, fanno ben sperare nel 2023. La strada è in salita, ci vogliono pazienza e volontà
il commento
3 gior

Carri armati a mezzanotte

La Germania sblocca la fornitura di Leopard, che aiuterà l’Ucraina, ma indispettisce il Cremlino
IL COMMENTO
3 gior

Le parole della politica (sono importanti)

La sfiducia del Consiglio comunale di Mendrisio nei confronti dei vertici del dicastero Aziende ha portato all’esonero del municipale responsabile
IL COMMENTO
4 gior

La mondina, il carbonaio e la pomata miracolosa

L’ultimo rapporto Ustat conferma il divario del 20% tra salari ticinesi e d’Oltralpe
il commento
5 gior

Jacinda & Jacinta contro il leader testosteronico

Le dimissioni gentili di Jacinda Ardern, un anno dopo l’addio precoce al tennis di Ashleigh Jacinta Barty, sono la risposta al mito dell’infaticabilità
IL COMMENTO
5 gior

Psicoterapia e LaMal, il cerchiobottismo e l’occasione mancata

Le nuove norme sull’assunzione dei costi della psicoterapia sono un passo avanti, ma troppi paletti ne smorzano la portata a detrimento dei pazienti
IL COMMENTO
6 gior

Neutralità tra coerenza e opportunismo

Tra neutralità e indifferenza, così come tra equidistanza e codardia, tra coerenza e camaleontismo il confine è labile
IL COMMENTO
1 sett

Interpellanze in zucche: l’immorale ‘magia’ di Unitas

La richiesta di risposte chiare in merito all’audit sull’associazione ciechi e ipovedenti della Svizzera italiana potrebbe trasformarsi in interrogazione
laR
 
13.05.2022 - 08:00
Aggiornamento: 15:38

Lugano, la sinistra riparta da Schönenberger

Positivo che le critiche dell’ex leader abbiano smosso così le acque: giusta la reazione dei vertici cantonali, a Lugano resta molto da fare

lugano-la-sinistra-riparta-da-schonenberger
Ti-Press
Parole di peso

È stata una settimana di passione per la sinistra ticinese. Le critiche mosse da Nicola Schönenberger, in prima battuta alla municipale socialista di Lugano Cristina Zanini Barzaghi e alla sezione cittadina del Ps, hanno rischiato di accendere un focolaio che avrebbe potuto mandare all’aria anni di laboriosi colloqui e proficui accordi tanto a livello cantonale quanto sui piani comunali. I telefoni hanno squillato, le notifiche sulle app di messaggistica abbondato. Nel dibattito sono intervenuti grandi nomi, fino alle più alte sfere cantonali dei due partiti. Alla fine dal brusio sono emerse le rassicurazioni di Greta Gysin e Fabrizio Sirica: i rapporti restano buoni e l’amicizia è salva.

Verdi e Ps: rapporto fruttuoso ma tormentato

L’equivoco è stato proprio lì: il timore che dietro alle parole dell’ex leader ci fosse una condivisione su ampia scala e quindi la volontà di inibire l’alleanza per le elezioni cantonali del 2023. Non è così, assicurano i vertici rossoverdi: si sarebbe trattato di opinioni personali. Ma è stato davvero solo un equivoco? Diamo per buono che le critiche di Schönenberger siano effettivamente scaturite dalla sua volontà di levarsi qualche sassolino – leggi: macigno – dalla scarpa nell’addio alla politica. Resta il rumore che queste hanno causato, il brivido di freddo corso lungo diverse schiene. Volente o nolente, ma visto l’acume del personaggio propendiamo per la prima, Schönenberger ha svelato la vulnerabilità di un rapporto che è sì politicamente fruttuoso, ma spesso tormentato. Questa fragilità sarà messa alla prova fra pochi mesi, quando la campagna prenderà ufficialmente il via: il cammino verso aprile 2023 è irto di ostacoli e inciampi, e basta poco. Ce l’ha ricordato la sezione luganese del Ps, parlando di «attacco con conseguenze», l’ha ribadito Gysin, che ha invitato alla prudenza comunicativa sottolineando l’importanza della critica.

Meno personalismi, più gioco di squadra

Intese come quella rossoverde si muovono su un filo sottile, ne deduciamo. Talvolta questo filo si rompe, come è successo nella Città di Bellinzona alcuni anni fa. Tuttavia, detto molto pragmaticamente, se lo sono potuti permettere elettoralmente parlando. Ma Lugano non è Bellinzona. E si torna al solito discorso: nei contesti più difficili e nelle situazioni più delicate, per portare a casa buoni risultati i personalismi devono essere accantonati in favore dell’interesse pubblico, suggerisce Sirica. E con una sana dose di tatticismo, aggiungiamo noi. Che tradotto, significa fare buon gioco di squadra. E spesso, nella storia di questo cantone, è stato il tallone d’Achille della sinistra. Ma sono gli anni dell’ondata verde, è in atto un rinnovamento generazionale. Le cose sarebbero diverse.

Incognita Lugano

I vertici cantonali dei due maggiori partiti di area hanno dato prova, quantomeno a parole e per il momento, di questa diversità, della capacità di saper guardare a un interesse maggiore. Li aspettiamo alla prova dei fatti. Resta l’incognita Lugano: l’area ha oggettivamente raccolto meno rispetto agli altri poli urbani. È solo una questione di grande forza della destra? La critica e l’autocritica, se costruttive, possono servire: che questa querelle sia l’occasione per una riflessione sensata e per una ripartenza convinta di squadra, se le premesse ci sono.

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved