i-primi-della-classe-la-hunziker-e-la-concretezza-che-non-c-e
Una ripresa a fuoco lento (Ti-Press)
ULTIME NOTIZIE Opinioni
Commento
1 gior

Passeggiata scolastica e crepe nella collegialità

La rituale gita del Consiglio federale fa dimenticare le dissonanze in seno all’Esecutivo emerse a più riprese negli ultimi tempi
L'analisi
2 gior

L’inflazione segna la fine del paradigma ‘a bassa cilindrata’

Buona parte degli economisti sostiene che i rincari sono determinati dall’eccesso di denaro in circolazione, confondendo l’effetto con la causa
Commento
2 gior

Bisogna sconfiggere Putin, non Dostoevskij

Il ministero ucraino della Cultura ha deciso di censurare musica e letteratura russe. Dimenticando che la cultura non fa la guerra
Commento
3 gior

Wonder Woman e il pianoforte a coda abitano nel Luganese

Un annuncio di lavoro richiede alla babysitter doti linguistiche, gastronomiche, pedagogiche, musicali, antropologiche, mediche e non solo
Commento
5 gior

Dopo aver corso per Totti, ora Tommasi corre per Verona

L’ex calciatore della Roma diventa sindaco alla guida di una lista civica appoggiata dal centro-sinistra. Una figura atipica nella politica italiana
Commento
6 gior

La Corte suprema Usa e i suoi imam

Stati a guida repubblicana lancia in resta dopo la sentenza anti-aborto. Dietro c’è una strategia a lungo e tenacemente perseguita
Commento
1 sett

A scuola di TiSin (elogio del cazziatone)

Le motivazioni della sanzione a una delle aziende di Ticino Manufacturing per aver aggirato il salario minimo lasciano aperta la questione politica
Commento
1 sett

M5S, la diversità di essere uguali

Lo strappo di Di Maio ci fa vedere in controluce il mondo quasi alieno e tutte le bugie che il Movimento ha raccontato prima di tutto a sé stesso
l’ospite
1 sett

Le conseguenze della guerra

Commento
1 sett

Magistratura, se la politica non fa i compiti

Riorganizzazione della Procura: a un anno e mezzo dal mandato conferitole dal Gran Consiglio, dalla commissione ‘Giustizia’ finora nulla di concreto
laR
 
07.07.2021 - 05:30
Aggiornamento: 12:35

I primi della classe, la Hunziker e la concretezza che non c'è

C’è chi dal ‘Gruppo strategico per il rilancio del paese’ si aspettava una sorta di ‘Piano Marshall’ nostrano. Ci si sbagliava

Il contenuto di questo articolo è riservato agli abbonati.
Per visualizzarlo esegui il login

Se alla fine di una conferenza stampa del Dfe ciò che riporti in redazione è una voluminosa cartella di documenti con tante parole e poche cifre, vuol dire che qualcosa non è andato per il verso giusto.

Saremo pure “i primi della classe”, come ha più volte sottolineato ieri il professor Mauro Baranzini (un ragionamento che tra l’altro varrà sì per la Svizzera, un po’ meno per il Ticino). Ma dai più bravi ci si poteva attendere qualcosa in più. C’è chi in effetti, noi compresi, dal ‘Gruppo strategico per il rilancio del Paese’ si aspettava una sorta di ‘Piano Marshall’ nostrano. Ci si sbagliava. Forse perché ad aprile 2020, quando è stato istituito, non abbiamo capito quale fosse lo scopo del gruppo capitanato dal consigliere di Stato Christian Vitta. Oppure perché nel frattempo la situazione è cambiata e il gruppo l’ha vista lunga: dopo una ventina d’incontri in cui si è occupato di “monitorare l’evoluzione della congiuntura” è arrivato alla conclusione che, dati alla mano, non c’era alcuna congiuntura sulla quale dover intervenire.

Il tavolo di lavoro che ha visto riuniti politici, economisti, parti sociali e qualche ospite illustre, dopo quindici mesi di analisi e discussione, ha partorito una lunga serie di raccomandazioni che vanno, tutto sommato, ad iscriversi nel contesto della trasformazione economica che il Cantone sta già affrontando da tempo. Una strategia definita a grandi linee nel lontano 2015 – quando di pandemia si parlava solo nei film di fantascienza – e che ora, secondo le autorità, necessita soltanto di una qualche rinfrescata.

Quindi nessun piano massiccio d’investimento in settori strategici dell’economia, neanche uno o più programmi occupazionali mirati per le fasce più fragili (giovanissimi e over 50) del mondo del lavoro. Secondo Vitta non c’è bisogno di alcuna “rivoluzione”, ma semplicemente di continuare sulla via tracciata da determinate politiche strutturali che permettano allo Stato di “accompagnare la fase di ripresa”. Al resto penserà poi il mercato, bastava aggiungere.

Tanto, anche sul piano della fiscalità siamo piuttosto pronti. Perché non sottolineare, a questo punto, la lungimiranza della riforma cantonale approvata nel 2019? Se tutto va come previsto, per il 2025 saremo intorno alla famigerata aliquota del 15% voluta dal G20.

Se c’è una cosa che comunque va riconosciuta a Christian Vitta è di essere un ministro piuttosto fortunato. Come quando qualche mese fa annunciò l’estensione degli aiuti per i casi di rigore e qualche ora dopo gli arrivò dalla Banca Nazionale una cinquantina di milioni “inattesi”.

“Serve maggiore concretezza”, ci dirà Stefano Modenini, direttore dell’Aiti, a proposito della presentazione del Gruppo per il rilancio del Paese. Non ha tutti i torti. C’è poi quella frase che una volta all’università ho sentito dire a un prof di storia sociale: “Va bene se c’è qualcuno che è il più bravo della classe, ma di ciò non ci si fa nulla. L’importante è capire quali responsabilità è pronto ad assumersi in quanto tale”.

Certo, non si può nemmeno dire di essere usciti da Palazzo delle Orsoline a mani vuote: durante il suo intervento il direttore del Dfe ha anticipato che Michelle Hunziker sarà uno dei nuovi volti della campagna di promozione turistica della Svizzera.

Buon viso a cattivo gioco.

Leggi anche:

Stefano Modenini: ‘Servono scelte politiche coraggiose’

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved