ULTIME NOTIZIE Opinioni
LA TRAVE NELL’OCCHIO
3 ore

Il disastro rimosso

I cambiamenti climatici non sono proprio in cima alle preoccupazioni degli svizzeri. L’analfabetismo politico non aiuta
il commento
19 ore

La monarchia delle banane

Divieti assurdi, arresti e comici censurati: il lutto a oltranza del Regno Unito per Elisabetta II è sconfinato nella caricatura di dittature tropicali
Commento
1 gior

Plr, la candidatura di Alessandra Gianella è un guanto di sfida

Una lista forte da parte liberale radicale è uno sprone per tutte le forze politiche, perché la crisi morde e fuori dal Palazzo i timori si moltiplicano
Commento
2 gior

Troppe segnalazioni cadute nel vuoto: serve un filo diretto

Ex direttore delle Medie arrestato e molti altri casi di disagio: perché non pensare a un numero WhatsApp per gli allievi?
Commento
2 gior

L’ingrato compito di doversi accollare i costi della crisi

Senza i milioni della Bns il Preventivo 2023 del Cantone balla male: tuttavia il contesto richiederebbe un’azione agli antipodi da parte dello Stato
Commento
3 gior

Referendum grotteschi, ‘cristallini’ esempi di democrazia

Messa in scena perfetta per un leader militarmente alle strette, dopo aver sperato di occupare la capitale nemica con un blitz di una manciata di giorni
Commento
5 gior

L’arte della supercazzola, dal Mascetti a TiSin

L’associazione padronale Ticino Manufacturing si sfila dalle sue stesse oscenità, con un comunicato piuttosto surreale
Commento
5 gior

Ueli Maurer, lo statista riluttante

Da artefice dell’ascesa dell’Udc a consigliere federale e rispettato ‘tesoriere’. Il suo ritiro chiude un cambio generazionale nel primo partito svizzero.
Commento
6 gior

Quando la bomba scoppia in mano all’artificiere

Tutti i non sentito dire dei piani alti dell’amministrazione cantonale: dall’ex funzionario del Dss al direttore di scuola media
Commento
1 sett

La rivoluzione contro il velo

Le donne in piazza con coraggio dopo la morte di Mahsa Amini, colpevole di avere un hijab messo male. Il regime però ha risposto con il pugno duro
laR
 
18.06.2021 - 05:30

Cercasi maturità, prima che talento e qualità

In seno alla Nazionale spuntano accenni di leggerezza e superficialità. La fragilità tecnica era ipotizzabile, tuttavia manca qualcosa a livello di atteggiamento

cercasi-maturita-prima-che-talento-e-qualita
+1

Web e canali social, terreno fertile per sfoghi di dubbio gusto e analisi sommarie in stile “siamo tutti allenatori”, a volte ci azzeccano, soprattutto se il modo scelto per esternare un’opinione è l’ironia, molto apprezzata purché ben gestita. Il cui effetto si dilata se viene accostata a una punta di sano sarcasmo, purché contenuto.

E allora, il premio alla battuta del giorno lo attribuiamo senza riserve a colui che ha postato il seguente annuncio, relativo alla Nazionale rossocrociata: “Cercasi attaccante. E centrocampista. E portiere. E allenatore. Abbiamo solo il parrucchiere”.

Una battuta che coglie nel segno, divertita e divertente, che vale più di mille analisi tecniche. Già, poiché in pochi e stringati concetti riassume bene la brutta figura fatta dalla Nazionale contro l’Italia e, più in generale, riflette bene la situazione di una squadra parsa in difficoltà, priva di argomenti che le consentano di competere come invece dice di saper fare.

La ricerca di “talento” promossa dalla battuta di cui sopra è una provocazione, ci mancherebbe, ma solleva questioni di fondo che cozzano contro l’ottimismo - la crescita e la maturazione del gruppo - sbandierato alle porte di un evento approcciato invece in maniera tutto fuorché convincente. L’attacco non punge, benché Seferovic sia reduce da una delle sue migliori stagioni in assoluto. Forse andrebbe risolto l’equivoco della presenza fissa in campo di Shaqiri. La cifra tecnica superiore che sa esibire, che però non convince mai nessun allenatore di club a dargli fiducia, non può sempre essere una giustificazione al suo impiego, se la resa è quella della maggior parte delle sue presenze in rossocrociato. A centrocampo, tutti innamorati pazzi di Xhaka e della sua maturazione, salvo poi doverne analizzare sovente prestazioni al di sotto del potenziale che gli viene unanimemente riconosciuto, nonché comportamenti sopra le righe fastidiosi, quali la visita al tatuatore nei due giorni di libero concessi da Petkovic dopo il ritiro di Bad Ragaz a condizione che tutti, tutti, restassero nella stretta cerchia dei propri familiari senza sgarrare (per motivi talmente ovvi che fa rabbia solo pensare che siano stati disattesi). «Concedo un po’ di libertà ma in cambio esigo il massimo rispetto», disse il Ct. E il parrucchiere in ritiro per i capelli biondo platino? Superficialità che fa a pugni con la concentrazione e il rigore richiesti da un Europeo. Per non parlare del ruolo - serio, serissimo - di capitano di una Nazionale che gli ha perdonato cadute di stile che evidentemente sono state sottovalutate, o non giudicate tali. Non si tratta di fare la morale o ergersi a bacchettoni, ma è davvero retorico credere che servano maggiore serietà e professionalità, nell’approccio a una manifestazione che attira su di sé gli occhi del mondo? È giusto chiedere, anzi pretendere, rigore e rispetto dei protocolli ai propri giocatori, per poi non sanzionare, o richiamare all’ordine, chi sgarra e manco fa nulla per nascondersi? Il ritiro di una Nazionale non ha nulla di spirituale, né vi regnano silenzio e meditazione, tuttavia vi è l’impressione che alle tante belle parole non seguano i fatti. Spuntano leggerezza, superficialità, altro che maturità. La fragilità tecnica era ipotizzabile, ma è propria anche ad altre squadre. Le quali, però, compensano con l’atteggiamento, in campo.

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved