laRegione
riscoprire-fiducia-e-sobrieta
ULTIME NOTIZIE Opinioni
Commento
12 ore

Conti del Cantone e Covid, meglio attendere

La tregua politica sul Preventivo 2021 non reggerà alla prova dei fatti. Il mondo post pandemia non sarà quello che abbiamo conosciuto
Commento
1 gior

La lezione di Elliot Page, persona transgender non binaria

Qualche riflessione dopo l'annuncio dell'attore canadese, al di là dei commenti d'odio sui social media
Il commento
1 gior

Quella carezza è arte senza tempo

Trasposizione del calcio in arte: mentre gli avvoltoi svolazzano sulla salma del mito, noi celebriamo Maradona per una punizione: quella punizione, la punizione
Commento
2 gior

Lugano, l'aeroporto e quel retrogusto amaro

All'indomani del voto, restano i mal di pancia per le modalità di liquidazione di Lasa, per il 'magro' piano sociale e il doppio referendum annullato
Commento
3 gior

Così parlò il Comandante (Cocchi)

Stupefacente incapacità nel rappresentare in modo convincente e dignitoso le istituzioni cantonali in un momento di crisi
L'analisi
3 gior

Ma come parlano? Le parole sono importanti

In Ticino abbiamo un problema con la comunicazione istituzionale. E non è un problema irrilevante, perché favorisce circospezione, incomprensioni e tensioni.
Commento
3 gior

Primo passo: il Consiglio della magistratura si dimetta

Nomina procuratori, la claudicante procedura di rinnovo delle cariche nel mirino della commissione parlamentare. La cui risoluzione non risparmia neppure il pg
il commento
4 gior

KKS ferma la ‘società civile’

Imprese responsabili, la consigliera federale è la grande vincitrice. Ma le Ong confermano la loro forza d’urto.
Commento
1 sett

Pompe funebri fra lutti, direttive e limiti

Il rischio di una falsa immagine delle aziende dopo le incomprensioni con il medico cantonale sul trattamento delle salme Covid-19
Commento
14.11.2020 - 11:350

Riscoprire fiducia e sobrietà

'In questo momento incerto, mai è apparso con tale evidenza che è la sfiducia il vero elemento tossico della società'

Ci sono parole che sembravano in disuso ma che di questi tempi affiorano come stati di necessità.

Fiducia, ad esempio. Che è una forza discreta e misteriosa, un segno di fede nell’avvenire, un ingrediente indispensabile alla vita sociale. Un grande economista, premio Nobel (Kenneth Arrow), la definiva “istituzione invisibile”, con il potere di nutrire e sostenere la sociabilità umana, al centro di ogni contratto sociale. Questo prezioso alimento politico ed economico è diventato sempre più raro, tanto che altri economisti (Algan, Cahuc) hanno scritto che siamo nella “società della sfiducia”. Dalla fiducia di prossimità che reggeva un tempo le nostre comunità circoscritte, si è passati con le società aperte e globalizzate ad una fiducia astratta, lontana anche nelle istituzioni. Dall’inizio degli anni Duemila è la sfiducia che nutre le forze populiste o i movimenti e partiti antisistema. Eppure senza la fiducia non porteresti i tuoi risparmi in banca, non metteresti nelle mani di pochi eletti il destino politico del tuo Paese, non ti rivolgeresti ai magistrati per ottenere giustizia, non ricorreresti al medico per riavere la salute. Dare fiducia è anche scommettere, in un mondo incerto, che tutti finiranno per avere un comportamento collaborativo. In questo particolare momento, dove si è pronti in mille modi a distribuire patenti di inettitudine all’autorità politica o di confusione o di terrorismo e di ignoranza agli esperti o persino ai giornalisti che riportano fatti, la fiducia non è mai apparsa così vitale per ognuno e per la comunità. Mai è apparso con tale evidenza che è la sfiducia il vero elemento tossico della società.

Sobrietà, ad esempio. C’è chi ha trovato che la decrescita impostaci (in termini di minore prodotto interno lordo) è uno scossone salutare all’utopia della crescita senza limiti e può essere l’occasione salutare per risistemarci modo di pensare e di essere. Se c’è poco da ritenere che siamo arrivati a tanto acume (basterebbe considerare le contrapposizioni tra difesa della salute ed economia) non si può ignorare che la sobrietà sia emersa perlomeno come necessità logica. Attanagliati in un’economia in cui la condizione per esistere è il sempre maggior consumo, la sobrietà è diventata un non-senso. Mentre il maggior consumo è diventato una sorta di obbligo etico che si traduce in sviluppo umano, benessere per tutti, creazione di lavoro e reddito da spendere. Tanto da rendere etico anche il super indebitamento. Sobrietà è invece moderazione, essenzialità, semplicità e si raffigura con uno stile di vita che rifugge dall’eccesso o dal superfluo, che tien conto della condizione dell’altro e dell’uso della natura. Forse per questo è percepita come pena, martirio fuori tempo, stravaganza per pochi. La crisi che stiamo vivendo, facendoci ripescare la sobrietà (che non va confusa con la povertà), forse è riuscita a dimostrarci che ci sono anche brutte conseguenze nella coppia formata dalla dismisura e dal mal-essere. La sobrietà (la cui etimologia deriva da “non-ebbro”) può diventare allora libertà di scegliere la propria vita senza lasciarsela imporre.

© Regiopress, All rights reserved