In vista del voto
11.11.2019 - 19:270

Una scelta non solo per Berna

Mentre si susseguono gli appelli a votare, il prossimo fine settimana, in un modo piuttosto che in un altro nel ballottaggio per il Consiglio degli Stati, credo sia lecito esprimere al riguardo anche qualche considerazione di altro tipo. Ossia che con detta votazione non si tratta solo di scegliere i due rappresentanti ticinesi al Consiglio degli Stati. Il risultato, a dipendenza dell’esito, potrebbe avere ripercussioni di non poco conto anche sulla politica cantonale.
Se fosse eletto Marco Chiesa (per garbato e gradevole che egli possa essere sul piano personale), è chiaro che il suo partito reclamerebbe immediatamente una decisa sterzata a destra. Inoltre per la Lega, che oggi tutti dicono in difficoltà, l’eventuale successo del candidato da essa sostenuto avrebbe l’effetto di un ricostituente, che le ridarebbe di colpo nuovo slancio.

Se invece fosse eletta la signora Carobbio Guscetti, a cantare vittoria sarebbe di nuovo la sinistra rosso-verde, europeista e femminista ad oltranza.

Nell’ipotesi che il successo arrida ad entrambi, è chiaro che avendo i due convinzioni agli antipodi un po’ su tutto, in molti casi l’uno voterebbe sì e l’altro no, per cui i loro voti si annullerebbero a vicenda, e il peso del Ticino alla “Camera dei Cantoni” sarebbe pari a zero.

In caso di elezione di Merlini e Lombardi, non vi sarebbe invece nessun ribaltamento dei rapporti di forza stabiliti dagli elettori tra le diverse formazioni la scorsa primavera. L’accordo fra i loro partiti troverebbe conferma a livello popolare, e tutto proseguirebbe sui binari della normalità, senza cedimenti agli estremismi né di una parte né dell’altra. Il che confermerebbe a Berna, senza immeritati “licenziamenti” due persone che finora hanno rappresentato il Ticino a Berna con impegno e con risultati positivi (mentre gli altri due concorrenti a Berna ci sono già; se vogliono cambiare Camera è solo per motivi di prestigio).

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