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23.02.2022 - 07:19

Basta livelli nella scuola

di Daniela Pugno-Ghirlanda, deputata Ps in Gran Consiglio
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Ti-Press

Un’iniziativa popolare per abolire i livelli nella scuola media? È il momento giusto per lanciarla. Non possiamo più permettere che già alla fine della seconda media gli allievi siano selezionati in base alle loro – presunte – capacità e indirizzati verso i corsi B in tedesco e in matematica. Una selezione dannosa e inutile, che nega loro il tempo giusto di una equilibrata evoluzione fisica e intellettuale.

Purtroppo una risicatissima maggioranza in Parlamento ha bloccato la possibilità di sperimentare per due anni e solo in terza media il superamento dei livelli. Eppure gli strumenti per superare il sistema dei livelli esistono da 18 anni. Sono i "Laboratori", ossia delle lezioni in cui il docente lavora soltanto con metà della sua classe (8 o 10 allievi) suddivisa in modo che sia eterogenea.

È risaputo che il Laboratorio è un formidabile strumento che mette in atto, contemporaneamente, un contatto più stretto tra allievo e docente, numerosi stimoli intellettuali dati dall’interazione tra gli allievi, il senso di emulazione del singolo e anche la solidarietà nel gruppo. È un modo di fare scuola che favorisce un’ottima qualità dell’apprendimento e toglie di mezzo la selezione precoce, ingiusta e decisamente antieconomica.

Il Parlamento recentemente ha bocciato la proposta per due voti. Ciò significa che i problemi causati a molti allievi dalla dicitura "corso B" sulla licenza di quarta media permangono e la ricerca dell’apprendistato si fa difficile.

Ma bastano due voti per "affossare", come scrivono i giornali, una riforma che tocca così profondamente la formazione dei giovani? No, non bastano, poiché siamo consapevoli che non possiamo perpetuare un sistema che ha delle falle riconosciute da anni e criticate da più parti.

Ecco perché è il momento giusto per lanciare una iniziativa popolare! È uno strumento che coinvolge tutta la società civile nella riflessione sul tema della formazione dei nostri giovani, spina dorsale del Paese. Un’iniziativa popolare per abolire i livelli nella scuola media è la risposta più democratica e completa al tentativo di sabotare la qualità e l’equità del nostro modello di scuola media. Stiamo parlando di scuola pubblica, il nostro patrimonio comune! In questo momento è importante e urgente mettere sul tavolo un’iniziativa popolare anche e soprattutto perché dobbiamo evitare che l’attenzione e le decisioni politiche si spostino su modelli alternativi, caratterizzati da una ancora maggiore separazione degli allievi di scuola media, come la ventilata reintroduzione dei livelli A e B in italiano, esperienza già fatta negli anni 80 e in seguito abbandonata perché ritenuta non significativa. Non vogliamo cadere dalla padella nella brace!

La scuola dell’obbligo deve concretizzare la sua funzione educativa, e non perdersi e confondersi in curricoli utilitaristici, che, a pensar bene, tanto utili non sono, visto che moltissimi giovani che hanno frequentato i corsi B spesso vengono scartati a priori dalle aziende, come denunciano molti genitori e come conferma la Sic Ticino in un’intervista rilasciata a ‘laRegione’ il 19 gennaio scorso.

La Vpod sta valutando la possibilità di lanciare un’iniziativa popolare per mettere fine al sistema dei livelli, che si sono rivelati inefficaci. La discussione è tuttora in corso. Genitori, insegnanti, esperti, associazioni, gruppi politici e comuni cittadini si stanno attivamente interessando al tema e sono tutti invitati a contribuire alla stesura del testo definitivo per superare finalmente l’ingiusta e inutile suddivisione degli allievi in corsi A e B. Diciamo finalmente basta a questo sistema che condanna molti giovani a diventare dapprima apprendisti di serie B, poi, se la fortuna non li assiste, anche lavoratori di serie B. Gli strumenti per farlo ci sono, basta volerli usare.

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