27.01.2022 - 14:14

Mettiamoci dalla parte dei bambini

Ai tempi del Covid chi opera a favore dei ragazzi invita il mondo degli adulti a riflettere: si cerchino alternative educative all’aria aperta

di Federazione ticinese famiglie diurne e Pro Juventute
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Ti-Press
Perché non portare le aule nella natura?

Negli ultimi due anni la vita dei nostri bambini si è notevolmente modificata e per certi versi è divenuta molto più complicata. L’incertezza in cui noi adulti viviamo rispetto alla situazione pandemica, la paura che gli facciamo giornalmente respirare nostro malgrado, sono elementi che minano pericolosamente il benessere psico-fisico dei bambini. La nostra società si è trovata impreparata ad affrontare questa crisi sanitaria che ha, volenti o nolenti, cambiato il nostro modo di vivere e, a nostro parere, un prezzo molto alto lo stanno pagando anche i nostri figli.

Invitare amici a casa diventa rischioso a causa di quarantene e isolamenti per tutta la famiglia, le attività ricreative vengono ridotte al minimo per paura di incontrare il virus e i bambini stanno crescendo senza conoscere i sorrisi dei loro adulti di riferimento, dei loro insegnanti e delle loro educatrici ed educatori. Il linguaggio non verbale, che ci aiutava a riconoscere le nostre e le altrui emozioni, quasi non c’è più: ci allontaniamo dall’altro nascondendoci dietro la mascherina, che è diventata una protezione non solo sanitaria ma anche sociale. La vicinanza e gli abbracci spontanei tra bambini e tra bambini e adulti sono ormai stati cancellati e la cosa che più deve far riflettere è che la resilienza dei bambini li ha portati a credere che tutto ciò sia “normale”.

Non vogliamo certo sindacare sulla decisione di far mettere la mascherina ai bambini, ma solo far riflettere sulle conseguenze che questo potrebbe avere se non opportunamente compensato con attività di altro tipo (per esempio all’esterno), e con forme di comunicazione particolarmente empatiche, che riescano a comunicare ai bambini sentimenti di affetto e vicinanza. Costretti dal Covid-19 a prendere queste misure estreme ci interroghiamo su quanto possiamo fare per rendere più facile la vita dei bambini in questo momento. Ci auguriamo che tutto questo finisca il prima possibile, ma sono ormai due anni che ci troviamo confrontati a convivere con la presenza del virus e vorremmo trovare soluzioni alternative e creative che provochino meno danni possibili ai bambini.

Pensiamo ad esempio a trovare delle modalità alternative per farli stare insieme, cerchiamo di continuare a proporre quelle opportunità di gioco e di incontro che sono possibili, soprattutto all’aperto, dove sarebbe possibile evitare la mascherina. Siamo certi che gli adulti educanti sapranno tener conto delle difficoltà e delle fatiche dei bambini e si adopereranno per aiutare il più possibile i bambini ad accettare le regole che il Covid-19 ci impone. Stare all’esterno, proponendo attività nella natura, sia con il bello che con il brutto tempo, potrebbe portare a scoprire un nuovo modo di stare insieme. Questa metodologia è già stata sperimentata con grande successo in altri paesi (a partire dalla prima infanzia). La riscoperta del mondo naturale permetterebbe di diminuire in maniera significativa le ore durante le quali i bambini dovrebbero essere “mascherati”. Abbiamo appreso dalle fonti scientifiche che i bambini sono i meno esposti a rischi gravi per la loro salute in caso di contatto con il virus, ma possiamo però affermare che siano sicuramente i più esposti alle conseguenze psicologiche delle nostre decisioni e delle nostre paure.

Il Covid-19 ha portato tutta la società a una sottile e poco visibile resistenza sociale tra le persone: il timore di venire contagiati (con le conseguenze oltre che sanitarie anche economiche) controlla la nostra vita, l’incapacità di comprendere le scelte e le motivazioni altrui, ci spingono a criticare e allontanarci l’uno dall’altro. Tutte queste nuove situazioni con le quali noi adulti siamo confrontati a causa della pandemia, hanno sicuramente delle conseguenze sui bambini. Loro ci osservano, ci ascoltano, ci imitano e se abbiamo paura anche loro l’avranno. Non dobbiamo trasmettergli il timore di vivere e di relazionarsi con gli altri, quando per loro la vita potrebbe continuare in molti momenti a essere libera e spensierata. Nel rispetto delle regole di prevenzione, è fondamentale far passare loro il messaggio che l’affetto, il sentimento di amicizia e solidarietà, il rispetto del prossimo, la fiducia nella vita sono comunque valori irrinunciabili che dobbiamo riuscire a tenere vivi in noi e a far germogliare nelle nuove generazioni.

Questa nostra presa di posizione ha come obiettivo quello di riflettere a ciò che proponiamo e come lo facciamo fare ai bambini. Sempre, nel nostro agire quotidiano, siamo portati a pensare prima di fare, concentrandoci bene sulle conseguenze che le nostre parole e le nostre azioni possono avere sui bambini. Proprio ora, in questo momento storico così complicato, vogliamo ancor di più ponderare le nostre azioni e cercare di trovare delle modalità educative positive e creative per accompagnare i bambini nella loro crescita. Non crediamo di avere una soluzione magica, ma vorremmo che con queste poche righe, chi ci legge, possa partecipare con noi alla riflessione e provare a costruire insieme il futuro dei nostri bambini, avendo come obbiettivo comune il loro benessere!

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