Estero

L'UE compatta a Rovaniemi rinnova il sostegno all'Ucraina e la difesa comune contro le minacce russe

I leader europei dal vertice sull'Artico condannano l'attacco al confine polacco e discutono lo scudo nucleare e i missili Patriot per Kiev.

14 settembre 2026
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Da Rovaniemi, in Finlandia, i big dell'Unione Europea rinnovano il sostegno all'Ucraina, soprattutto alla luce dell'attacco al treno passeggeri al confine con la Polonia, dove da lì a poco sarebbero passati i consiglieri diplomatici di Paesi chiave dell'UE.

"Un messaggio per spaventarci", è l'analisi politica univoca dei partecipanti al primo vertice europeo sull'Artico, dove si sono riuniti 12 Stati membri europei (tra cui la meridionalissima Grecia). L'unica risposta è aiutare ancora di più Kiev, per mostrare di non essere ricattabili.

"Qui, nell'estremo nord dell'Europa, si può vedere quanto sia a rischio la pace, non posso che esortare tutti noi a prendere sul serio questa minaccia", ha detto il cancelliere tedesco Friedrich Merz. "Se i russi pensano di poter minare la nostra unità nel sostegno all'Ucraina, si sbagliano", gli ha fatto eco il premier finlandese Petteri Orpo. "Stanno giocando una partita molto pericolosa", ha aggiunto.

Da Mosca però il Cremlino fa spallucce. "Le forze russe stanno svolgendo i loro compiti in tutto il territorio dell'Ucraina, continuano e continueranno a farlo", ha affermato il portavoce dello zar Dmitry Peskov. L'Artico d'altra parte è ormai da tempo terreno di scontro con la Russia e la Finlandia ha voluto organizzare il vertice per sensibilizzare i partner. In una dichiarazione congiunta i partecipanti hanno chiesto all'Unione Europea "di assumere un ruolo più strategico e proattivo nell'Artico europeo".

L'appello è stato raccolto dal presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa, che a Rovaniemi ha avuto diversi bilaterali con i leader presenti. "Questa regione riveste un'importanza strategica, non solo per i Paesi artici, ma per l'Europa nel suo complesso: ciò che conta per l'Artico, conta per tutti gli Stati membri dell'Unione", ha rassicurato.

"Guardando una mappa, le ragioni della presenza dell'UE nell'Artico sono evidenti: tre dei nostri Stati membri - Danimarca, Finlandia e Svezia - sono nazioni artiche e dunque ciò che accade qui non è una questione regionale, ma europea". Un altro segnale di unità viene dalla volontà di Finlandia ed Estonia di entrare a far parte dello scudo nucleare francese proposto a marzo dal presidente Emmanuel Macron.

"Nei prossimi mesi verrà istituito un gruppo di coordinamento nucleare per avviare l'attuazione di questa cooperazione", hanno aggiunto Parigi ed Helsinki in una nota. Per quanto riguarda Tallinn, sono in corso le trattative e ci vorrà ancora un po' di tempo per firmare la dichiarazione. "Non è un sistema a cui si aderisce e basta, richiede determinate capacità, un certo livello di preparazione e così via", ha precisato il primo ministro estone, Kristen Michal.

Se da una parte si predica però unità e risolutezza, dall'altra persistono i problemi, dopo anni di sforzi e di guerra. Sono in corso ad esempio pressioni, sia a livello NATO che a livello UE, sulla Spagna e sulla Grecia perché forniscano all'Ucraina missili intercettori Patriot, presenti nei loro magazzini, in vista dell'inverno. Se Atene sembra incline ad attingere alle proprie scorte - anche considerando il fatto che una parte degli intercettori sta arrivando a 'fine vita' e quindi costerebbe del denaro smaltire i pezzi secondo le procedure alleate - Madrid invece sarebbe decisa a non mutare la propria posizione.

"Non possiamo obbligarla, al massimo possiamo fornire degli incentivi", spiega un funzionario UE. Il meccanismo individuato è quello dello scambio. Kiev, infatti, ha fondi a disposizione per gli ordini di intercettori ed è disposta a 'girare' i missili, quando verranno consegnati, a chi è disposto a fornirli ora, con urgenza, dalle proprie scorte. Il tema spinoso è sempre il solito: i tempi di consegna da parte degli USA. Ecco perché si sta lavorando a una sorta di preferenza nella coda per chi è disposto a favorire l'Ucraina.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni