Estero

Ucraina, scontro politico sulla corruzione il procuratore generale dimissionario accusa Zelensky

Ruslan Kravchenko, dimessosi dopo un'inchiesta, accusa il presidente di averlo rimosso per decisione politica e denuncia i vertici delle agenzie anticorruzione.

14 settembre 2026
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L'ennesima inchiesta di corruzione nei palazzi del potere in Ucraina fa esplodere una nuova polemica politica che porta grane a Volodymyr Zelensky. Stavolta, è il dimissionario procuratore generale Ruslan Kravchenko ad accendere la miccia, attaccando prima i vertici delle agenzie anticorruzione Nabu e Sapo, e poi il presidente ucraino in persona, responsabile - a suo dire - di averlo silurato per "decisione politica".

Un polverone sollevato con un tempismo che non passa inosservato, dato che le accuse sono giunte solo poche ore dopo che il procuratore aveva lasciato il Paese nel cuore della notte, per quello che ha rivendicato essere "un viaggio di lavoro".

Le dimissioni di Kravchenko erano state annunciate da lui stesso il 7 settembre, quando gli agenti avevano perquisito i suoi uffici nell'ambito di un'inchiesta su uno schema di corruzione riguardante call center che effettuavano truffe telefoniche e riciclaggio. Kravchenko ha respinto da subito le accuse ma contemporaneamente ha lasciato il suo incarico per impedire che venisse "utilizzato come strumento di scontro politico". Trascorsa una settimana - in cui le sue dimissioni non sono state ufficialmente formalizzate - Kravchenko è però passato all'attacco, annunciando innanzitutto di aver presentato una denuncia contro il direttore della Nabu, Semen Kryvonos, accusandolo di aver "falsificato documenti ufficiali per ottenere vantaggi illeciti" e di "adozione fittizia di un minore".

Il procuratore ha anche accusato un individuo dell'entourage del capo della Sapo, Oleksandr Klymenko, di influenze sui giudici dell'Alta Corte Anticorruzione, offrendo loro benefici indebiti e aiutandoli a eludere le mobilitazioni. Da qui, la ricostruzione del procuratore è che Nabu e Sapo avrebbero agito non per combattere il crimine, ma per "ottenere l'accesso a materiale dell'inchiesta sui vertici e sul personale delle agenzie", rimuoverlo dall'incarico e bloccare le indagini. Sui social, Kravchenko ha quindi messo in chiaro che le sue dimissioni sono state "una decisione politica", e non un'ammissione di colpa, e che il presidente ucraino - di cui era finora considerato un fedelissimo - aveva precedentemente cercato di impedirgli di approvare le accuse contro il capo della Nabu.

La prima replica, velenosa, è stata affidata ai media da una fonte vicina a Zelensky: "È impazzito. Forse si è spaventato". Poi, è intervenuto direttamente il leader ucraino sui social, mettendo in chiaro che Kravchenko "ha una sola via d'uscita: la rimozione dall'incarico". E "se ritiene che si tratti di pressione politica, che la chiami così. Chiedo ai parlamentari di appoggiare immediatamente queste dimissioni", ha aggiunto Zelensky, sottoponendo poco dopo il relativo procedimento alla Rada.

Secondo i media, il voto è previsto per martedì. La speranza per Zelensky è di chiudere il prima possibile la polemica, mentre il governo fatica ancora a riprendersi dal terremoto scatenato dal siluramento dell'ex ministro della Difesa Ivan Fedorov. Intanto, resta il mistero sul viaggio all'estero di Kravchenko: secondo Ukrainska Pravda, ha lasciato l'Ucraina in piena notte a bordo di un'auto di servizio, senza motivi noti. Poi, il procuratore ha chiarito in mattinata parlando di un "viaggio d'affari": stando ai documenti, riguarderebbe la sua partecipazione alle udienze dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni