Il governo di Taipei denuncia una "filiera completa" di Pechino che include deepfake e pressioni politiche per influenzare il voto e fermare l'acquisto di droni militari.
Pechino ha creato una "filiera completa" per interferire nelle elezioni di Taiwan, utilizzando l'intelligenza artificiale (IA) per colpire gruppi specifici, impersonare persone attraverso un linguaggio realistico e personalizzato e diffondere video deepfake prima delle consultazioni elettorali locali del 28 novembre.
Lo ha affermato il Dipartimento per gli Affari cinesi del Partito democratico progressista (Dpp), il partito al governo a Taiwan, secondo quanto riferito dal "Taipei Times".
Secondo il dipartimento, il Partito comunista cinese (Pcc) continua ad ampliare gli sforzi per influenzare la politica e la società taiwanesi combinando pressioni economiche e militari, attacchi informatici e campagne di disinformazione.
Il Dpp ha citato come esempi le critiche rivolte dagli utenti cinesi alla cantante taiwanese di K-pop Chou Tzu-yu nel 2016, dopo la sua apparizione in un programma televisivo sudcoreano con la bandiera della Repubblica di Cina e la dichiarazione di essere taiwanese, nonché la diffusione di disinformazione e manipolazione dell'opinione pubblica durante le elezioni locali del 2018.
Il dipartimento ha inoltre ricordato la guerra informativa legata al "fronte unito" prima delle presidenziali del 2020 e le attività successive alla visita a Taiwan dell'allora speaker della Camera Usa Nancy Pelosi nel 2022.
Pechino tenta di bloccare il piano dell'isola sui droni
Pechino starebbe inoltre facendo pressione su alcuni politici taiwanesi vicini alla Cina per bloccare il progetto di legge del governo di Taipei destinato a finanziare lo sviluppo e l'acquisto di droni militari e imbarcazioni senza equipaggio. Lo riferisce il Taipei Times, citando una fonte a Pechino.
Secondo la fonte, il Partito comunista cinese starebbe utilizzando il Dipartimento del Fronte unito e l'Ufficio per gli Affari di Taiwan per convincere politici taiwanesi favorevoli a Pechino a opporsi alla legge proposta dal governo dell'isola.
Il provvedimento prevede fino a 210 miliardi di dollari taiwanesi, circa 6,55 miliardi di dollari Usa, tra agosto 2027 e dicembre 2031 per l'acquisto di droni di sorveglianza e ricognizione, droni d'attacco costieri e piccole imbarcazioni senza equipaggio.
Sempre secondo la fonte citata dal Taipei Times, unità dell'Esercito popolare di liberazione cinese avrebbero condotto simulazioni di guerra sui piani di Taiwan per rafforzare le proprie capacità di droni in coordinamento con gli Usa. La legge sarà discussa nei negoziati tra i gruppi parlamentari taiwanesi giovedì. Il Kuomintang (Kmt), principale partito di opposizione più vicino a Pechino, sostiene lo sviluppo dei droni ma preferisce finanziare il programma attraverso i bilanci annuali, anziché con un fondo speciale.