Estero

Ritrovate a Formia le due sorelle scomparse da una casa famiglia, erano a casa dello zio

Le ragazze di 16 e 12 anni sono in buone condizioni; i carabinieri le hanno trovate nel quartiere Rio Fresco e saranno trasferite in una località protetta

21 giugno 2026
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Dopo due settimane sono state ritrovate e sono in buone condizioni di salute le due sorelle di 16 e 12 anni scomparse da una casa famiglia a Civitella Alfedena. Sarah e Alisya sono state ritrovate dai carabinieri a Formia, in provincia di Latina, a casa di uno zio materno nel quartiere Rio Fresco. E proprio oggi Valentina, la madre, aveva manifestato sconforto: "Temo siano morte - ha confessato al suo avvocato, Enrico Mastantuono -; è impossibile che, se sono ancora vive, non abbiano trovato il modo di tornare da me". Mentre sabato il padre si era detto al contrario ottimista: "Il mio cuore mi dice che stanno ancora bene".

I carabinieri stanno procedendo al trasferimento in una località protetta delle due sorelle, che saranno affidate al sindaco di Formia, che troverà una sistemazione. Erano in un'abitazione, secondo alcune fonti un appartamento Ater di proprietà di uno zio materno, nel quartiere Rio Fresco-Scacciagalline.

A disporre le perquisizioni in tutto il Lazio Sud, all'inizio della settimana, era stato il procuratore della Repubblica di Cassino, Carlo Fucci. Nella giornata di sabato è stato ascoltato per sei ore e mezza in caserma Youssef, fidanzato di Alisya. Per oltre un'ora è stato sentito dal procuratore della Repubblica di Sulmona, Luciano D'Angelo, mentre il resto dell'esame si è svolto con i carabinieri della stazione di Villetta Barrea. "Non è indagato", aveva precisato il procuratore. Domani a Sulmona, in una conferenza stampa in procura, verranno diffuse informazioni più precise su una storia che ha tenuto per giorni col fiato sospeso gli italiani e si è conclusa con un lieto fine, anche se ora dovranno essere accertate le responsabilità della scomparsa.

L'ipotesi dell'allontanamento volontario con l'aiuto di qualcuno che le conosceva era stata avanzata da Alessia Natali, referente per l'Abruzzo dell'associazione Penelope, che aveva parlato di una partenza in auto dopo un breve percorso a piedi delle due ragazze. "Suppongo siano state aiutate in tutte le fasi del loro allontanamento: penso siano uscite dalla struttura aiutate da qualcuno che conosceva la casa famiglia, passando per punti bui, come ad esempio la finestra rotta. Avranno percorso poi una parte di sentiero che dalla struttura va verso la riserva La Camosciara, anche lì non da sole, supportate da qualcuno che conoscevano, di cui si fidavano". Il loro ritrovamento a casa dello zio conferma l'ipotesi.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni