Il visto elettronico è stato annullato mentre Uygur era atteso a Oxford e a Londra; la ministra Shabana Mahmood ha citato rischi di divisione e timori di antisemitismo
È polemica nel Regno Unito per il divieto d'ingresso imposto dalle autorità nei confronti di Cenk Uygur, commentatore politico radicale americano di origine turca, noto per aver criticato con forza la politica del governo di Benyamin Netanyahu, l'amministrazione Trump e per aver denunciato come genocidio gli attacchi condotti da Israele negli ultimi anni sulla Striscia di Gaza palestinese.
Atteso a Oxford per un dibattito organizzato questa settimana e a Londra per una conferenza, Uygur si è visto cancellare, di punto in bianco, il visto elettronico britannico. "Sono stato messo al bando dal Regno Unito, ho cercato d'imbarcarmi su un volo per Londra per partecipare a SXSW London e tenere un discorso a Oxford, ma sono stato bandito per aver criticato Israele", ha accusato lo stesso commentatore sui social. Secondo il Times, la decisione di negargli l'accesso nel Paese è stata presa direttamente da Shabana Mahmood, ministra dell'Interno e 'falco' del governo laburista moderato di Keir Starmer, che ritiene che le posizioni di Uygur non contribuirebbero "al bene pubblico" della società britannica, alimentando divisioni e persino timori di "antisemitismo" sullo sfondo della denuncia di un'escalation di attacchi o episodi ostili contro le comunità ebraiche dell'isola. Anche un nipote del giornalista, a sua volta analista politico, ha detto di aver avuto il proprio "visto cancellato" nel Regno Unito.
Uygur è stato spesso ospite, fra l'altro, dei talk show di Piers Morgan, uno dei giornalisti britannici più popolari, schierato tradizionalmente su posizioni filo-israeliane, ma che negli ultimi tempi ha dato spazio a opinioni via via più critiche sulle devastazioni di Gaza.