Si chiude con una condanna al carcere lo scandalo di presunta corruzione che nel 2023 ha messo fine alla carriera di Nicola Sturgeon, la ex first minister della Scozia, per un decennio leader incontrastata degli indipendentisti-progressisti dello Scottish National Party (Snp).
A pagare per la vicenda è Peter Murrell, suo ex marito, già deputato dell'assemblea legislativa scozzese e potente amministratore del partito, il quale s'è oggi dichiarato colpevole dell'accusa d'appropriazione indebita di 400'000 sterline sottratte alle casse della stessa formazione politica.
L'ammissione ha concluso il processo dinanzi all'Alta Corte di Edimburgo, con la conferma della detenzione dell'imputato in attesa della definizione della lunghezza della pena da parte dei giudici. Murrell era stato arrestato nel 2023 nell'ambito della cosiddetta operazione Branchform, epilogo di una lunga indagine della polizia scozzese sulla gestione finanziaria delle casse dell'Snp e sulla distrazione di fondi che fra il 2010 e il 2022 sarebbero stato usati per finanziare forme di arricchimento personale e acquisto di prodotti voluttuari inclusi "gioielli, cosmetici di lusso e due automobili".
Inizialmente inclusa nell'investigazione, e a sua volta sottoposta a fermo di polizia poco dopo essersi dimessa a sorpresa tre anni fa, Sturgeon è stata da parte sua scagionata nei mesi scorsi in mancanza di sufficienti indizi diretti per un rinvio a giudizio. Mentre nel 2025 ha completato la separazione da Murrell, formalizzando il divorzio.
La sua parabola politica è comunque tramontata con quella dell'ex consorte, malgrado il tentativo di riabilitarsi con la pubblicazione recente di un'autobiografia. Mentre il partito e il governo locale sono passati alla fine sotto il controllo del suo ex vice e rivale interno John Swinney, più cauto sulla battaglia per la secessione da Londra dopo lo stop imposto dalla Corte Suprema britannica a ogni ipotesi ravvicinata di un secondo referendum indipendentista per cercare di rovesciare la sconfitta del 2014.
è stato confermato alla guida della nazione del nord del Regno Unito alle elezioni amministrative del 7 maggio scorso.